Recensione: Parallel Universe

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Parallell Universe’ è il secondo album degli ateniesi SiXforNine, prodotto dalla label Eclipse Records. Il loro può essere definito genericamente un Alternative Metal, termine coniato alla fine degli anni ’80 per etichettare un po’ tutti quei gruppi che suonavano metal, introducendo innovazioni e sperimentazioni per distaccarsi dagli stili classici ai fini di creare qualcosa di nuovo.

Effettivamente il sound dei SiXforNine, pur non essendo molto originale, è moderno, molto schietto e sicuro, composto da un continuo contrasto tra sezioni granitiche e dirompenti con parti melodiche. Queste sono tenute assieme da una pesantezza di fondo e da una ricerca di linee progressive che rendono tutto armonico e proporzionato. Che poi lo si voglia chiamare Alternative o Metal del secondo millennio poco importa; quel che conta è che ‘Parallell Universe’ è un bel disco, che si ascolta volentieri e che può accontentare un sacco di palati.

SFN 450

Come nei film d’azione c’è il poliziotto buono e quello cattivo, nell’album la parte dura è affidata per la maggior parte alla musica, mentre quella melodica essenzialmente ad un cantato pulito, a volte struggente che scava nell’anima ed altre volte accattivante od anche irruente e selvaggio a seconda delle emozioni che vuole infondere.

Il risultato è una buona varietà di canzoni, alcune di struttura semplice ma non banale, altre di tessitura più complicata ma comunque godibile senza starci troppo a ragionar su.  

Ad esempio, parlando di alcuni dei brani che compongono l’opera, la prima traccia, ‘Every Cloud Has a Silver Lining’, parecchio dura e pestata, è stata stemperata intercalando alle strofe principali un refrain molto melodico, sostenuto da una ritmica più tranquilla, che poi esplode facendo ripartire il tutto con violenza; l’interludio è una sezione musicale pesante e coinvolgente, dove il basso comanda, che porta ad un assolo progressive di buona fattura. Un inizio che accende l’interesse.    

Bullet Off Its Course’ è un pezzo aggressivo la cui ira progredisce, nonostante siano state introdotte strofe relativamente calme, quasi romantiche, che, però, non sono in grado di frenarla.

Con ‘Never Ending Road’ i SiXforNine riducono al minimo le strofe melodiche per privilegiare un tiro tanto caustico quanto anthemico e coinvolgente. 

Counting Stars (A Parallel Universe)’, della durata di oltre nove minuti, è un brano scuro ed apprensivo, dove compie un ruolo fondamentale l’uso malinconico della chitarra. La venatura prog della sezione finale addensa ulteriormente il tutto.

Sea of Lies’ è un altro pezzo duro: un bel muro sonoro, trascinante ed elettrico al punto giusto, con una chitarra solista parecchio coinvolgente.

Chiude ‘Meditation: HyperJam’, un Hard Rock divertente, carico di energia positiva e con qualche sfumatura melodica giusto per non perdere il vizio.

Tirando le somme, ‘Parallel Universe’ è un lavoro completo e dinamico, con il quale i SiXforNine dimostrano di essere degli artisti capaci ed eclettici, degni appartenenti della florida scena metal greca. Buona la produzione, che accentua la grinta e l’energia del combo. Non ci resta che aspettare e vedere cosa ci riserveranno in futuro. Per ora godiamoci questo secondo capitolo discografico della loro storia.      

 
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