Recensione: Paranoid [Classic Albums Dvd]

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Della serie: per chi non vuole fermarsi al semplice ascolto dei capolavori del Metallo ma pretende l’approfondimento. Il dvd Paranoid dei Black Sabbath, facente parte della serie Classic Albums della Eagle Vision serve proprio per carpire in tutte le sue sfaccettature i segreti che stanno dietro a un disco epocale. Già, perché il secondo capitolo discografico del Sabba Nero è stato il Loro album di maggior successo e contiene al proprio interno otto tracce monumentali. Il seme dell’heavy metal germogliò sulle note oscure e possenti del disco omonimo targato 1969, anch’esso inarrivabile ma è con Paranoid che i quattro moschettieri di Birmingham fanno il botto.

Pezzo dopo pezzo vengono sviscerati aneddoti e retroscena di ogni singolo brano – a ognuno di essi è dedicato un capitolo intero, innervato da inserti d’archivio - e con la compiacenza e l’entusiasmo dei singoli musicisti, ne vengono risuonati alcuni estratti, per dare ancora più corpo al racconto. Le riprese sono recenti, molte delle quali riportate pari pari a come apparse in Tv durante uno special dedicato, ma è davvero stupefacente come tutti i protagonisti si ricordino nitidamente di alcuni particolari, a suggellare un patto di sangue fra gli stessi Black Sabbath e Paranoid, probabilmente senza uguali in carriera. La memoria, si sa, è anche capace di giocare brutti scherzi, soprattutto nel caso dei Nostri, che in quel periodo spesso e volentieri avevano al testa altrove, infestata da demoni chimici e in viaggio verso nuovi orizzonti… Ma proprio in virtù di tutto questo è piacevole sbalordirsi assaporando il lucido narrato di Iommi, Ward, Butler e Osbourne, scevro dal quel perbenismo paludato al quale ormai siamo abituati qua in Italia di fronte a un video da parte dei mezzi di distrazione di massa.

Oltre al poker maledetto, assume un ruolo di gran cerimoniere il noto ingegnere del suono Tom Allom, famoso per aver lavorato anche con i Judas Priest, oltre che per gli ovvi trascorsi Sabbathiani. Interessante scoprire le singole tonalità degli strumenti direttamente dal banco dello studio, piuttosto che sentire le opinione di Henry Rollins, nelle vesti di puro fan.

Il dvd contribuisce a sbiadire quell’alone nero che fu creato ad arte dalla casa discografica facendo risultare i Black Sabbath come la punta di diamante delle forze del male. Non che i quattro fossero dei santarellini, sia ben chiaro, ma dalle dichiarazioni sulle Loro influenze emerge la vera origine del loro suono, che attraversa il Blues, il Jazz, il Progressive e la Psichedelia. Quando poi all’unanimità eleggono i The Beatles come una band imprescindibile e al primo posto delle Loro simpatie si arguisce quanto sia stata enfatizzata l’immagine della band. Un ulteriore stimolo per riconoscere la grandezza assoluta dei Black Sabbath nella storia della musica a tutto tondo, cosa che non sempre avvenne, in quanto parte dell’intellighenzia musicale del periodo tendeva a osannare altri gruppi, più vendibili, fruibili e piazzabili del pericoloso Sabba Nero, troppo scomodo per quei tempi.

Non che serva un ulteriore Dvd a sancire l’immensità del combo di Birmingham, che ha saputo ritagliarsi uno dei posti più alti nell’Olimpo della musica dura a suon di concerti in tutto il mondo e canzoni evergreen, ma tutto aiuta. Conoscendo a fondo un singolo pezzo capita poi inevitabilmente di scoprirne degli antri fino a quel momento sconosciuti e si tratta sempre di emozioni aggiuntive, impagabili. Il retrogusto di Planet Caravan, ad esempio, venendo a conoscenza delle perplessità iniziali di un grandissimo come Geoff Barton, di un Ozzy che con la voce sta dietro ai suoni liquidi del resto della band per un’alchimia quasi magica, cambia, assume sfumature diverse e suona più saporito. Black Sabbath/Paranoid/Classic Albums/The Definitive Authorised Story Of The Album vanta sottotitoli in italiano sempre presenti, anche nella parte bonus del Dvd, di ulteriori 40 minuti di durata.




Stefano “Steven Rich” Ricetti



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