Recensione: Phylogenesis

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Quasi venticinque anni di carriera alle spalle e non sentirli. Puntuali come un orologio svizzero tornano i Necrodeath, un pezzo storico di una scena musicale, quella italiana, che non è mai riuscita a imporsi come si deve sul mercato internazionale, vedendosi sempre relegata ad una categoria di secondo ordine. Eppure la band genovese può vantarsi di vedere citato il proprio nome fra le influenze sonore di colossi del calibro di Cradle Of Filth, Mayhem, At The Gates, Immortal e Marduk; dichiarazioni che fanno sicuramente onore, ma che comunque non hanno aiutato Peso e compagni a guadagnarsi il successo meritato anche al di fuori dei confini nazionali, accontentandosi ugualmente di essere considerati come una fra le colonne più imponenti del panorama musicale tricolore.

Dopo le sperimentazioni coraggiose e comunque riuscite in pieno di Draculea, dopo l'ennesimo cambio di una line up che sembrava aver trovato la stabilità definitiva, ecco servito su di un piatto d'argento Phylogenesis, disco che vede i Necrodeath tornare all'attacco più cattivi e brutali che mai. Ritorno sui "giusti binari" quindi, forse anche abbastanza prevedibile, ma condito ugualmente da qualche passaggio più sperimentale che rende questo nuovo full-length (il numero otto della carriera) in qualche modo diverso dai suoi predecessori e, allo stesso tempo, fedele al classico trademark della band ligure. Ottimo sul versante di una produzione "fatta in casa" negli Outer Sound Studios di Giuseppe Orlando, moderna e curatissima nei minimi particolari. Per quanto riguarda la questione songwriting, la band ligure torna quindi a spingersi su coordinate più thrash-oriented, senza tralasciare una evoluzione che continua a farsi sentire, ma che comunque non intacca per niente quella che è la vena compositiva di Peso e soci.
Phylogenesis è un vero e proprio viaggio nel tempo, attraverso le varie evoluzioni della specie umana, fra passato, presente e futuro. Ci troviamo quindi di fronte ad una tracklist divisa in tre parti (con altrettanti pezzi per ogni sezione), legate comunque da quel filo conduttore a base di insana violenza che ha da sempre contraddistinto le produzioni dei quattro genovesi. Ad aprire le danze di pensano le violente bordate di Awakening Of Dawn, dove la folle corsa della band viene guidata egregiamente dal drumming selvaggio di Peso e dal riffing thrashy della chitarra di Pier Gonella. Il rallentamento improvviso di I.N.R.I., introdotta da un ossessivo giro di basso e caratterizzata da una parte centrale condita da parti acustiche più eleganti e raffinate, è solo un modo per riprendere fiato, lasciando poi spazio nuovamente alla violenza più spropositata della dirompente The Theory. Inquietanti arpeggi di chitarra acustica caratterizzano invece la malefica Extreme Emotional Shock, altro punto dove la band preferisce lasciare spazio a rallentamenti più atmosferici e, in qualche modo, anche piuttosto atipici, dove troviamo la voce di Zanna (Raza De Odio) a dare man forte allo screaming di Flegias. Forse qualitativamente al di sotto della media del disco la successiva Time Never Dies, ma comunque coinvolgente al punto giusto, mentre è di tutt'altro valore Propitiation Of The Gods (fra gli highlight del disco), traccia caratterizzata sopratutto dalle parti di chitarra acustica dal netto sapore "orientaleggiante" ad opera di Paco (Raza De Odio), che lasciano spazio, successivamente, al riffing convulso della chitarra di Gonella. A chiudere il disco ci pensano i mid-tempo di Cloned World e Persuasive Memory che anticipano il colosso Final War, caratterizzato sopratutto dai vari cambi di tempo e di atmosfere che si alternano continuamente al suo interno.

Poche novità quindi, per una proposta musicale ormai riconoscibile a miglia di distanza, la quale subisce un prevedibile ritorno verso sonorità più aggressive. Phylogenesis è quindi il sesto bersaglio centrato in pieno da dieci anni a questa parte, capace di confermare, nonostante l'ennesimo segno di instabilità della line up, quello che è l'ottimo stato di forma dei Necrodeath. Un nome che non rappresenta solamente un pezzo di storia della nostra penisola, ma anche una certa garanzia per quella che è la qualità dei prodotti pubblicati. 

Angelo 'KK' D'Acunto

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Tracklist:

01 Awakening Of Dawn
02 I.N.R.I.
03 The Theory
04 Extreme Emotional Shock
05 Time Never Dies
06 Propitiation Of The Gods
07 Cloned World
08 Persuasive Memory
09 Final War

Line Up:

Flegias: vocals
Pier Gonella: guitars
GL: bass
Peso: drums

Additional Musicians:

Maxx: additional rhythm & lead guitars
Zanna (Raza De Odio): vocals in Extreme Emotional Shock
Paco (Raza De Odio): classic guitar in Propitiation Of The Gods

 
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