Recensione: Poets and Madmen

Di Andrea Greco - 5 Gennaio 2002 - 0:00
Poets and Madmen
Band: Savatage
Etichetta:
Genere:
Anno: 2001
Nazione:
Scopri tutti i dettagli dell'album
80

Sono passati quattro anni dal precedente “The Wake of Magellan”,
album accolto tiepidamente dai metalmagazines e dai fans, perchè inevitabilmente
paragonato al precedente capolavoro “Dead Winter Dead”.
Questo tempo è sicuramente servito ai Savatage per riorganizzare le idee
e dare alle stampe “Poets and Madmen“, che vede ritornare alla voce Jon
Oliva dopo la dipartita di Zachary Stevens. Chi si aspettava con il ritorno
alla voce di Oliva anche un ritorno a certe sonarità rocciose che caratterizzavano
album come “Sirens” o “Hall of the mountain Kings”resterà parzialmente deluso.
Ad un ascolto accurato bisogna però ammettere che tracce come “Driver
o “I seek power” ripescano certi riff rocciosi che caratterizzavano l’album
d’esordio.

Certo la voce di Jon non è più graffiante e acuta come un decennio fa bensì
più controllata, quasi a voler rappresentare un ponte tra Stevens e il “vecchio”
Oliva. Brani nostalgici quindi abbastanza presenti, tuttavia sempre filtrati
dalla vena sinfonica che ha caratterizzato gli album del gruppo da “Gutter Ballet”
in poi.
Vera perla dell’album è “Morphine Child” connubio di tutto ciò che i
Savatage hanno sempre rappresentato; quasi una canzone riassuntiva dell’intera
carriera del gruppo con i caratteristici intrecci vocali desunti dai migliori
Queen.

Anche in questo caso si tratta di un concept album, struttura che ormai i Sava
seguono assiduamente dall’album “Street”. Paul O’Neill è il fautore dell’idea
base del concept. La struttura musicale risente di quella testuale; quasi tutti
i brani hanno un inizio lento o cadenzato, quasi da premessa, per poi sfociare,
seguendo i ritmi della storia, in momenti concitati in un variare di emozioni
espresse in musica. A conclusione del concept l’mmancabile ballad che, dominata
dalla drammatica voce di Jon e dal suo pianoforte, ci lascia con la certezza
di un’ opera non ai livelli di “Dead winter Dead“, ma che pone delle
ottime premesse per il nuovo corso di una band da sempre coerente e fondamentale
per molti gruppi che ne traggono, con risultati a volte ridicoli, palese ispirazione.

Track list:

01. Stay With Me A While
02. There In The Silence
03. Commissar
04. I Seek Power
05. Drive
06. Morphine Child
07. The Rumor
08. Man In The Mirror
09. Surrender
10. Awaken
11. Back To A Reason

Ultimi album di Savatage

Band: Savatage
Genere:
Anno: 1986
79
Band: Savatage
Genere:
Anno: 1995
95
Band: Savatage
Genere:
Anno: 1983
80
Band: Savatage
Genere:
Anno: 1989
95
Band: Savatage
Genere:
Anno: 1993
95
Band: Savatage
Genere:
Anno: 1994
86