Recensione: Possessed By Fire

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Germania, anni Ottanta. Un numero sempre crescente di giovani che portano i capelli lunghi, indossa borchie e chiodi ed ascolta quella che molti definiscono la “musica del diavolo” comincia a plasmare i dettami di maestri come Motorhead, Judas Priest, Venom e Celtic Frost portandola a vette di velocità, violenza ed aggressività mai sentite prima. Tanto per fare qualche nome citiamo Kreator, Assassin, Sodom, Darkness, Destruction, S.D.I. e, non ultimi, proprio gli Exumer.

Nati nel 1985 a Francoforte (città d'origine degli altrettanto storici Tankard) da un progetto di Mem Von Stein, cantante/bassista e di Ray Mensh, chitarrista, con il monicker Tartaros, gli Exumer possono essere considerati un'istituzione del movimento thrash tedesco, nonostante la sfortuna che li ha portati a sciogliersi nel 1990 avendo all'attivo due soli full-length. A garantire loro lo status di band cult è in particolare lo storico debutto “Possessed By Fire”, la cui unica sfortuna è quella di essere stato pubblicato nel 1986, anno in cui, tanto negli USA quanto in Germania (le due principali fucine di band Thrash in quegli anni) i grandi del genere stavano vivendo la loro definitiva consacrazione, oscurando involontariamente decine di gruppi altrettanto validi ma meno blasonati.

A dispetto del numero ridotto di uscite ufficiali, la band riuscì a distinguersi in maniera piuttosto netta dai loro colleghi, pur mantenendone certe linee guida, tanto che nell'allora nascente movimento tedesco gli Exumer possono rivendicare un posto d'onore. Rispetto ai Kreator, la loro produzione è senza dubbio meno violenta e più ragionata (d'altronde “Endless Pain” e ancora di più “Pleasure To Kill”, uscito anch'esso nel 1986, sono due album le cui vette di violenza sono tuttora termine di paragone per qualsiasi band thrash), ma gode di una maggiore maturità tecnica rispetto al combo di Essen. Si può fare un paragone simile coi Sodom, i cui primi lavori sono ancora fortemente influenzati da band quali Venom e Celtic Frost; gli Exumer, invece, dimostrano una miglior padronanza degli strumenti che permette alla band di offrire una proposta un po’ più personale, considerando pur sempre che si tratta di un disco di debutto. Troviamo una maggiore affinità musicale coi Tankard, sebbene Mensh e soci abbiano un approccio meno scanzonato e più aggressivo, sia a livello di liriche che musicale. Molto probabilmente il fatto di provenire dalla stessa città e di essersi avvalsi dello stesso produttore, Harris Johns (già al lavoro con Sodom, Kreator e Assassin, tra gli altri), ha fatto sì che le due band si conoscessero. Attenzione, però, i paragoni appena fatti non hanno assolutamente lo scopo di affermare la superiorità di una band rispetto all'altra, bensì di evidenziarne differenze o affinità.

Partendo dalla disamina sopra esposta, è possibile indicare subito quello che è il punto forte dell'album, ossia la capacità di esprimere la furia e l'aggressività tipiche del thrash teutonico abbinate ad una padronanza tecnica degli strumenti tendenzialmente più vicina a quanto prodotto nella Bay Area o comunque sul suolo statunitense, che non in Germania. In particolare si direbbe che i primissimi lavori di Exodus, Metallica e Slayer abbiano ispirato il loro sound, al pari del loro songwriting. Una delle tracce dove il mix ottiene uno dei migliori risultati è “Destructive Solution”: le chitarre macinano riff di scuola ‘slayeriana’, che non sfigurerebbero per nulla di fronte a buona parte di quelli scritti per “Show No Mercy”. La voce di Mem Von Stein è indimenticabile, grazie a linee vocali molto alte che non vanno tanto per il sottile ed un’intonazione particolare e aggressiva. Il suo stile dà realmente l'impressione di ascoltare un individuo posseduto dal fuoco, intento a trasmetterci tutta la propria lucida follia, con un impeto e una ruvidezza che ricorda da vicino le urla sguaiate dell’indimenticato Paul Baloff. A raffreddare i bollenti spiriti, è proprio il caso di dirlo, troviamo un breve intermezzo melodico che ci lascia giusto il tempo di riprendere fiato per poi ripartire con un finale, se possibile, ancora più furioso.

Qualsiasi canzone si prenda in considerazione, il filo conduttore seguito nel corso dell'intero album è la prorompente energia che traspare da ogni singola nota suonata. Nonostante ciò, l'opera non risulta per nulla monotona o ripetitiva e in ciascuna traccia è possibile ritrovare una grande quantità di soluzioni molto originali che scongiurino cali d'attenzione. Ciò risulta evidente già da un pezzo come “A Mortal In Black”, che dà il titolo alla Demo che prece l'album, pubblicata nel 1985, nel quale vengono sapientemente alternate strofe più lente e più veloci, esaltate da una serie di soli micidiale, ottenendo un risultato a dir poco esaltante. Altro brano interessante è “Reign Of Sadness”, poiché, sebbene il brano si muova su coordinate più lente della media dell'album, la sua aggressività non ne risente per nulla, anzi, viene esaltata da un'altra ottima prestazione di Von Stein al microfono, che interpreta la canzone con personalità ed estro non comuni. Risulta impossibile poi non citare altre due canzoni: la titletrack, che funge anche da micidiale opener, forte di un riff portante che non permette di stare fermi un secondo e “Sorrows Of The Judgment”, dotata di un esaltante ritornello, da cantare a squarciagola ad ogni loro concerto.

Queste caratteristiche fanno di “Possessed By Fire” un album eccezionale, imperdibile per qualsiasi thrasher che si definisca tale. Purtroppo l’uscita di scena del frontman Mem Von Stein, unito a composizioni forse non altrettanto ispirate, non permetteranno agli Exumer di confermarsi ad altissimi livelli con il comunque onesto secondo lavoro, “Rising From The Sea”, dell’anno successivo. In ogni caso, non perdete tempo: correte a riascoltare questa perla e fatela vostra al più presto, non ne rimarrete delusi!

Alberto “80's Thrasher” Franco

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Tracce:

01. Possessed By Fire
02. Destructive Solution
03. Fallen Saint
04. A Mortal In Black
05. Sorrows Of The Judgement
06. Xiron Darkstar
07. Reign Of Sadness
08. Journey To Oblivion
09. Silent Death

Formazione:

Mem Von Stein - Voce/Basso
Bernie Siedler - Chitarra
Ray Mensh - Chitarra
Syke Bornetto - Batteria
 

 
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