Recensione: Praedam

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Praedam’ è il secondo Full-Length dei Danesi Electric Hellride, pubblicato il 15 settembre 2017 via Elhell Records, preceduto dall’album d’esordio ‘Hate.Control.Manipulate’ del 2012 e da due EP.

Il genere suonato dagli Electric Hellride è un ibrido, nel senso che il combo incrocia un Thrash degli anni ’90 con il senso di disperazione del Death Metal e li lega con un filo costituito dall’Heavy Metal più classico, ceppo di partenza i Black Sabbath.

Il loro sound è permeato da una base cupa, mantenuta sia durate i momenti più veloci che durante i pesanti rallentamenti, ottenuta per mezzo di una granitica sezione ritmica ed una voce profonda ed arrabbiata. Il songwriting privilegia la variabilità ed ha una buona tessitura melodica che amalgama i vari stili, che il combo utilizza per manifestare la propria carica energica. 

Praedam’ è composto da otto brani più un’intro, della durata complessiva di poco superiore ai quarantadue minuti.

La prima parte è molto valida. Dopo l’intro ‘Homicidium’, costituito da un sinistro pezzo di chitarra, inizia ‘Netherworld’, formata da strofe in chiave Thrash e refrain volti ad un veloce Death Metal; dinamica la parte centrale che porta ad un assolo classico.

Access Manifesto’ richiama maggiormente gli anni ’90, unendo momenti cadenzati ad altri suonati con velocità a varia andatura; l’assolo tende al classico, come per il brano precedente.

By The Roots’ è molto potente, con continue variazioni dinamiche, mentre ‘The Ghost Army’ unisce un buon Dark Sound alle sfuriate Death; il brano è impreziosito da un momento caotico intermedio che si trasforma in un’avvolgente cadenza, per poi riprendere con il tema iniziale suonato più velocemente.

La seconda parte è un po’ meno dirompente, con ‘Death Zone’ che interpone velocità e cadenza senza stacchi, ‘Bite the Prey’ che si muove sugli stessi binari e ‘The Referral Mindset’ e ‘King of Suffering’ che sono un po’ confusionarie.

Praedam’ è un concept basato sul significato di suddetta parola, che deriva dal latino ‘Prey’ (preda), e pone l’attenzione sia sul cacciatore sia su chi viene cacciato.

In linea generale gli Electric Hellride, con la loro ultima fatica, pur non dicendo nulla di veramente nuovo, riescono comunque nel loro intento, ottenendo un risultato più che discreto, proponendo un sound interessante pieno di vitalità ed energia ed in linea con i tempi attuali.        

Anche se devono ancora lavorare per smussare certi angoli, con ‘Praedam’ il giudizio meritato è più che positivo.

 
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