Recensione: Raised By Wolves

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Arrivano dal Belgio, precisamente da Gent, i SerpentcultFrédéric Caure alla chitarra, Steven Van Cauwerbergh al basso e Frederik Cosemans alla batteria e, dopo un Ep dal titolo “Trident Nor Fire” edito nel 2007 e il debutto sulla lunga distanza “Weight Of Light”, pubblicato sotto l'egida della Rise Above, tornano a farsi sentire con un nuovo lavoro di sole quattro tracce intitolato “Raised By Wolves”.

Rispetto al precedente lavoro si è registrata la dipartita della cantante Michelle Nocon, tuttavia  i Serpentcult hanno deciso di proseguire la loro avventura come power trio, senza l'ingaggio di un vero e proprio cantante. Il risultato è racchiuso, come anticipato, in quattro lunghe tracce di doom metal dalle fortissime venature sludge, stoner e in alcuni frangenti addirittura post metal (in particolare  “Longing For Hyperborea” , con i riff e le atmosfere a metà strada tra Cult Of Luna e Neurosis), quasi interamente strumentale e scevro da tecnicismi e variazioni di sorta.

Il sound è sporco e decisamente fuzzy, il guitar work si regge su giri ossessivi e ben congegnati, reiterati all'inverosimile nella più pura tradizione del genere e, se per i doomster incalliti questa potrà già di per sé essere una garanzia, tuttavia, a fronte di trame strumentali interessanti, seppur non esattamente innovative né particolarmente movimentate, l'ascoltatore medio potrebbe sentire fortemente la mancanza di un vero e proprio vocalist di ruolo. La traccia più accessibile è non a caso la title track, posta in posizione strategica ma tutto sommato fuorviante, con l'intro sabbathiana e  il suo appropriato cantato, rispetto ad un prosieguo del disco quasi interamente “muto” e votato più allo sludge e al post-core che al doom classico.

Trame strumentali indovinate, si diceva, idee piuttosto chiare ed una evidente conoscenza della materia sono i punti forti di questa band. La quasi totale assenza di partiture vocali di rilievo unita ad una lunghezza probabilmente eccessiva della singola traccia in rapporto alla quantità (attenzione: quantità, non qualità; da quel punto di vista i Serpentcult non sono attaccabili) dei contenuti, sono viceversa i punti deboli su cui probabilmente vale la pena di lavorare per creare un qualcosa che non sia interessante solo in maniera potenziale ma anche da un punto di vista pratico.

Stefano Burini

 

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Line Up

Frédéric Caure: chitarra

Steven Van Cauwerbergh: basso

Frederik Cosemans: batteria  

 

Tracklist

01. Raised By Wolves   08:49

02. Crippled And Frozen   09:52

03. Longing For Hyperborea   10:47

04. Growth Of The Soil   08:56

 
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