Recensione: Reek Of Putrefaction

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Come molti di voi sapranno già, "Reek Of Putrefaction" altro non è se non l'esordio di uno dei più insani e pazzi gruppi che la storia del metal abbia mai partorito: i Carcass. Il suono di questo gruppo si è evoluto in maniera evidente con il passare degli anni, e ne è la testimonianza questo impetuoso esordio. Un album che a suo tempo fece sicuramente discutere molto di sè, e non bisogna necessariamente aver vissuto in quegli anni per capirne i motivi.

Il punto è questo: con questo CD nasce il grindcore; non si tratta però di una nascita lenta e progressiva, bensì di una nascita improvvisa. "Reek Of Putrefaction" racchiude in sè la natura stessa del concetto di estremo, portato qui alle massime conseguenze. E' come se tutt'a un tratto piombasse dal cielo una creatura mostruosa appartenente ad un'altro pianeta: una creatura al confronto della quale anche la cosa più spaventosa non può che far sorridere. Insomma, non aspettatevi una sorta di CD ibrido, un compromesso: qui abbiamo il grind nella sua forma più degenerata ed estrema.

La ricetta è relativamente semplice: pezzi brevi, accordatura bassissima, vocals da pelle d'oca, velocità di batteria estremamente alta. Seguendo la strada dei Carcass di questo primo album, nessuno a mio parere a saputo ancora eguagliarli: se sia un bene o no è un altro discorso. Il fatto è che questo CD è sporco, malato, suonato male.... è tutta la negatività concentrata assieme forse, ma a me fa impazzire!!! Alcuni dei 22 brani sono destinati a divenire storici, e verrano poi riproposti nella recente compilation tributo: la quale dimostra come comunque i pezzi, se fossero stati realizzati con una registrazione ed una perizia tecnica migliore, oltre che molto estremi avrebbero potuto essere anche molto belli.

Il mio cuore di fan sfegatato mi suggerirebbe di assegnare un voto pieno a questo lavoro, in quanto classico dei classici (almeno per il suo genere); tuttavia la mia responsabilità di recensore mi impone di dare spazio anche all'oggettività. E da un punto di vista più distaccato, garantire l'ascoltabilità di questo CD a tutti sarebbe una vera ca***ta. Consigliato vivamente quindi solo agli ascoltatori più intransigenti.
Matteo Bovio
 
70