Recensione: Rehab

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Purtroppo non è possibile fare altrimenti ed iniziare questa recensione con una nota negativa e una grande tristezza nell'animo.
Quello che abbiamo di fronte, infatti, è l'ultimo lavoro dove possiamo ascoltare ed apprezzare la carismatica voce di Kevin DuBrow, storico cantante dei Quiet Riot, tragicamente scomparso il 25 novembre 2007, all'età di 52 anni.
Rehab' rappresenta l'ultima espressione artistica che DuBrow ha regalato al mondo del rock ed ai suoi fans, dopo più di venti anni di grande carriera e di successi, ottenuti soprattutto negli eighties, con la pubblicazione di album come l'ormai storico ‘Metal Health' e ‘Condition Critical', e la rielaborazione di due canzoni degli Slade, ‘Cum On Feel The Noize' e ‘Mama Weer All Crazee Now', che hanno letteralmente spopolato negli U.S.A. e nel mondo.

La formazione alle prese con la registrazione del lavoro non è quella classica, infatti Carlos Cavazo, da ben 22 anni chitarrista della band, viene misteriosamente escluso dal progetto, mentre il bassista Rudy Sarzo è ormai un componente stabile dei Dio. Così, al fianco dell'inossidabile batterista Frankie Banali, vengono reclutati il chitarrista Neil Citron (ex Lana Lane) ed il bassista Tony Franklin (ex Lana Lane, Blue Murder), musicisti che comunque riescono a non far rimpiangere i loro predecessori, fornendo una prova piacevolmente ispirata e puntuale, con alcuni riffs interessanti e degni di quelli dei tempi d'oro.
Non per niente il disco si presenta molto compatto e con una produzione più che degna e all'altezza dei tempi, proponendo un hard rock sostanzioso e di carattere, per nulla monotono e con delle forti tinte blues, evidenti soprattutto in ‘Old Habits Die Hard'.
Si può riscontrare la buona vena compositiva già nell'opener ‘Free', senz'altro uno dei pezzi più interessanti, alla pari con la struggente ‘Blind Faith', la bellissima ‘South Of Heaven' e ‘Black Reign'.
Fra le più in vista vi è anche l'elettrizzante ‘Evil Woman', cover degli Spooky Tooth, che vede la partecipazione di un ospite d'eccezione: niente meno che Glenn Hughes, ‘the voice of rock', protagonista di uno splendido ed emozionante duetto con DuBrow, responsabile inoltre, della stesura di parte dei testi.
Sicuramente da segnalare sono anche l'aggressiva 'Strange Days', la più cadenzata ‘In Harms Way' e la spensierata ‘Don't Think'.

Rehab' dunque, nonostante lo stravolgimento della line-up, risulta essere un buon album, senza dubbio uno dei più in vista e meglio accolti dalla critica dalla fine degli anni '80 e Kevin DuBrow ci offre un'ultima prova all'altezza dei fasti di un tempo, piena di grinta e di passione per il rock, della quale storia, oramai, fa indubbiamente parte.

Ci mancherai Kevin.

Luca “Elpata” Corsi

Tracklist:

01. Free
02. Blind Faith
03. South Of Heaven
04. Black Reign
05. Old Habits Die Hard
06. Strange Daze
07. In Harms Way
08. Beggars And Thieves
09. Don't Think
10. It Sucks To Be You
11. Evil Woman

Line Up:

Kevin DuBrow : Voce
Neil Citron : Chitarre
Tony Franklin : Basso
Frankie Banali : Batteria
 
74