Recensione: Rev-Raptor

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È guerra tra gli Accept ed Udo Dirkschneider? Dopo l’ottimo Blood Of The Nations, fatto uscire nel 2010 dai primi, era forse venuto il momento di dimostrare che il singer dall’ugola al vetriolo ci sa ancora fare e quindi ecco arrivare il successore di Dominator, cioè Rev-Raptor, tredicesimo sigillo in studio degli U.D.O. La battaglia è quindi aperta ed il vincitore tutto da decidere, nonostante la formula sia sempre la medesima per entrambe le band: heavy metal teutonico a palate.

A distanza da un anno dal precedente album, il piccolo cantante quasi sessantenne segna il suo ritorno discografico senza apportare cambiamenti significativi né alla lineup che lo accompagna, né tantomeno al sound che lo ha reso famoso negli anni passati.

Rev-Raptor inizia direttamente con la titletrack, anthemico mid-tempo quadrato in puro stile U.D.O. con un grande assolo centrale, per poi proseguire con la successiva Leatherhead, canzone dal riffing quasi industriale e che viene accompagnata da un mood oscuro con il piccolo singer teutonico che si assesta su toni vocali più bassi e cupi del solito.
Ancora una volta, come accadrà spesso lungo il corso del disco, il protagonista è il “nostro” Igor Gianola, il quale sigla in Renegade un assolo veramente ficcante e ben costruito, cosa che fa risalire le quotazioni di tutto l’album. Andando poi avanti si incontra I Give As Good As I Get, immancabile ballad che ci regala un Udo intento a non urlare come suo solito, ma a cantare con toni più soffusi, ma questa sensazione dura solo pochi minuti in quanto arrivano due pezzi come Dr. Death e Rock’N’Roll Soldiers, i quali riportano le coordinate su un heavy metal che ricorda, ovviamente, quanto fatto dagli Accept.
Se finora abbiamo incontrato pezzi tutto sommato assestati su tempi medi, finalmente arriva Terrorvision a cambiare le carte in tavola con un tempo più veloce da puro headbanging, cosa che manca un po’ agli altri brani del disco. La triade successiva riprende, invece, i connotati del tipico trademark di casa U.D.O. con un picco di epicità in occasione di Fairy Tales Of Victory.
Si chiude poi con Motor-Borg, brano tutto sommato non memorabile, True Born Winners, che decolla grazie all’ispirazione di un Igor Gianola in stato di grazia, e Days Of Hope And Glory, brano più riflessivo e caratterizzato da un incedere un po’ più oscuro dei precedenti.

In sostanza potremmo dire che Rev-Raptor altro non è che l’ennesima scusa per il minuto frontman ed i suoi allegri compagni di brigata per andare in tour sui palchi di tutto il mondo, ma a sollevare leggermente le sorti di un lavoro a conti fatti canonico ci pensano gli assoli, affidati al grande Igor Gianola, rocker di classe che inanella una performance di tutto rispetto.

Certo, com’è ovvio pensare, chi si aspetta delle novità da questo disco rimarrà decisamente deluso, ma l’immobilismo stilistico di Udo & soci offre garanzie a chi sguazza nell’heavy metal più classico e non deluderà certo le speranze dei loro fan. Un altro buon capitolo nella storia di Udo Dirkschneider.

Andrea Rodella

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Tracklist:
1 – Rev-Raptor
2 – Leatherhead
3 – Renegade
4 – I Give As Good As I Get
5 – Dr. Death
6 – Rock 'n' Roll Soldiers
7 – Terrorvision
8 – Underworld
9 – Pain Man
10 – Fairy Tales of Victory
11 – Motor-Borg
12 – True Born Winners
13 – Days of Hope and Glory

Durata: 51:19 min.

Lineup:
Udo Dirkschneider – Vocals
Stefan Kaufmann – Guitar
Igor Gianola – Guitar
Fitty Wienhold – Bass
Francesco Jovino - Drums

 
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