Recensione: Rock Evolution

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Spagna: sole, mare, arte, calcio, paella e, da ora, grazie alla nostrana Underground Symphony, anche Papa Serpiente. I fondatori Franco Troisi e Jhony Lorca, rispettivamente alla voce e alla chitarra, portano finalmente al debutto discografico la loro creatura con questo buon “Rock Evolution”. Completano la formazione Pedro Carrillo al basso e Jose Carlos Moreno dietro le pelli. La proposta forse non brilla per originalità ma propone un onestissimo hard ‘n’ heavy collocabile tra l’hard-rock melodico e l’heavy-metal di stampo NWOBHM. Le influenze riconoscibili sono molte, ma nessuna predominante o scopiazzata, prova del buon lavoro in fase compositiva, per altro supportato anche da un altrettanto valida produzione.


Il disco si apre con una “Intro”, di nome e di fatto, abbastanza atipica, ma non propriamente indispensabile nel quadro complessivo. Più interessante la rocciosa “Rebirth”, che è orecchiabile e ben strutturata e per di più arricchita da cori gradevoli e da qualche buon assolo di chitarra. Un ottimo esordio. E’ un bel crescendo di cattiveria a caratterizzare la successiva “Angel of Mine”, che brilla soprattutto per il bel ritornello immediato e alquanto articolato. Ancora preziosismi sia al basso che alle chitarre ad aggiungere raffinatezza ad un brano che trova soprattutto nel finale la marcia giusta. Discorso opposto per “Face the Truth”, che infatti ha in strofa, bridge e assolo i suoi punti di forza. Risultano ben riusciti anche i cambi di ritmo e gli stop ‘n’ go, dosati con sapienza, mentre piace meno il finale in fade out. Un po’ più anonima risulta invece la breve “This Song Is Forever”, a cui va riconosciuto però il merito di un riffing piuttosto ispirato, soprattutto all’inizio, e di un assolo abbastanza riuscito. Si torna su altri livelli con il brano più lungo del CD: “Queen of Hurts” travolge fin da subito con aggressività, ma senza quella cattiveria fine a se stessa che altri mettono in campo con troppa faciloneria. I Papa Serpiente invece la dosano con cura, mischiandola con la giusta teatralità, in un brano dal buon refrain che richiama un po’ gli Iron Maiden d’annata. Gradevole, anche se magari non proprio sorprendente, il finale acustico. Identiche considerazioni anche per “By Your Side” il cui maggior merito consiste nel saper mordere senza strafare. Non un passo falso, ma forse questo è il pezzo che potrebbe maggiormente guadagnare da un’esecuzione dal vivo perché si ha l’impressione che su disco non riesca ad esprimere tutto il potenziale. Segue un minuto e mezzo di intermezzo piuttosto introspettivo intitolato “Sentimental Ship”. Si fatica un po’ a comprenderne il senso, ma è comunque ben suonato e ben arrangiato. A riportare i nostri in carreggiata ci pensa la suggestiva “Tears & Oceans”, che è tutta giocata su atmosfere sospese e aperture graffianti tra le quali trova spazio il bel solo articolato e gustoso. Peccato per la durata, ben oltre i cinque minuti, un po’ eccessiva per i contenuti del brano. Gli spagnoli ritrovano l’immediatezza con la title track “Rock Evolution” che, uno dietro l’altro, snocciola in poco più di tre minuti e mezzo tutti gli elementi di un buon brano NWOBHM modernamente realizzato e felicemente arrangiato. E l’album finirebbe qui se i Papa Serpiente non fossero stati colti dalla smania di esagerare, aggiungendo una traccia bonus in italiano intitolata “Ho Bisogno di Te”. Questo ultimo regalo ai fan italiani è un lungo mid-tempo ben suonato e con diversi spunti interessanti ma, non fosse che “a caval donato non si guarda in bocca”, lo rimanderemmo volentieri al mittente, soprattutto per la mancanza di pathos. Da notare però la pronuncia dell’italiano assolutamente impeccabile.


In definitiva abbiamo nel lettore un buon debut album che, pur senza farci strabuzzare le orecchie dalla meraviglia, ci sa intrattenere con dei brani solidi e ben suonati. Parliamo di un CD orecchiabile ma non scontato, moderno ma non “plasticoso”, grintoso ma non pesante… in una parola: piacevolissimo. Convincenti e appropriati anche il songwriting e il mixaggio. Per il prossimo lavoro in studio, oltre ad un sito internet in cui presentarsi, proporrei ai Papa Serpiente un po’ più di personalità perché, se l’evoluzione del rock è ancora di là da venire, è altresì evidente che le potenzialità per raggiungerla ci sono tutte.

 

 
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