Recensione: S/T

Di Matteo Bovio - 17 Marzo 2002 - 0:00
S/T
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Genere:
Anno: 2001
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83

Una bellissima sorpresa questo demo: uno di quei lavori che si possono apprezzare sotto tanti aspetti, e che non hanno un valore meramente promozionale. 6 tracce dalla ricchezza compositiva esemplare e dalla realizzazione degna di nota. A questo proposito tengo a precisare che il suono di questo demo è facilmente equiparabile a molti prodotti “professionali”, grazie ad una cura in fase di registrazione incredibile.

i Breed Machine non possono non fare la gioia di tutti coloro che seguono la scena death metal svedese: quel Death che ogni tanto ha dato da discutere per la sua melodicità eccessiva, ma che a dispetto di ogni critica riesce spesso e sovente a stupirci con ottimi lavori. Se siete attratti da tali sonorità avete trovato una nuova sorpresa, e fossi in voi mi procurerei subito una copia di questo demo a occhi chiusi.

La partenza è affidata a “Forced Upon Freedom”, traccia che nella sua relativa lunghezza sa andare a parare sia in ambienti tanto cari agli At The Gates, quanto in territori più melodici e rilassati (sicuramente sono questi ultimi a prevalere). Nonostante la lunghezza del brano, non c’è modo di annoiarsi: un ascolto piacevole e interessante, che da modo di apprezzare sia la capacità esecutiva che la ricerca compositiva.

Si passa quindi a “Days Of Creation”: breve intro e subito un riff cattivo al punto giusto. La canzone si evolve poi su melodie molto ricercate e a tratti oserei dire malinconiche. Ancora una volta uno studio accuratissimo degli arrangiamenti mi porta ad apprezzare pienamente il lavoro svolto. Tra l’altro il Cd riesce ad essere omogeneo, senza cioè cali improvvisi o altro: 27 minuti intensi e vissuti, che non possono che farmi propendere per una valutazione positiva.

“Charyou Tree” si propone come stacco tra i primi tre brani e gli ultimi due: mi è sembrato significativo citarlo perchè anche in un frangente apparentemente insignificante come questo, i Breed Machine dimostrano di avere le idee ben chiare. I suoni sono perfetti (consideriamo che è un demo!) e lungi dall’essere un banale stacco fatto di accozzaglie di suoni, il pezzo si ricollega a “Days of Creation” riproponendone alcune parti in sottofondo alle tastiere. Tutto questo per sottolineare l’intelligenza e la professionalità di tutto, ma proprio tutto, il lavoro.

La chiusura spetta a “Razorflame”, brano tagliente, come il titolo stesso ci suggerisce. Un’ottimo modo di salutare l’ascoltatore, il quale, giunto a questo punto, non può che prevedere un ottimo avvenire per i Breed Machine. L’unica pecca di tutto il Cd è lo screaming di Luca che non mi ha convinto; riesce tuttavia a rifarsi in parte con gli stacchi in growl, anche se, detto sinceramente, sarebbe meglio che si dedicasse esclusivamente alla sezione ritmica. Intendiamoci: la sua prova dietro al microfono non è stata malvagia, ma comunque sottotono rispetto allo standard del lavoro.

Detto questo non mi resta che consigliarvi di visitare il loro sito internet (www.breedmachine.cjb.net). Le lande svedesi devono cominciare a tremare!!!
Matteo Bovio

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