Recensione: Saints and Sinners

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Noto al pubblico metallico per essere stato il chitarrista culturista di Alice Cooper in dischi simbolo come "Constrictor" e "Raise your fist and yell", Kane Roberts debutta come solista nel 1987 con il platter Kane Roberts: un grande disco di hard'n'heavy viscerale e melodico. Dopo ben 4 anni il "robusto" Kane torna sulle scene con un disco, Saints and Sinners, molto più melodico del precedente: Kane mischia a suo favore l'esperienza alla corte dell'Alice Cooper più heavy, i ritornelli in pieno stile arena-rock ed una prestazione strumentale davvero sopra la media.
Ad accompagnare il chitarrista nel suo secondo lavoro c'è una grandissima schiera di musicisti e di songwriters: da Steve Steele al basso, Myron Grombacher alla batteria, John McCurry alla seconda chitarra fino a Jack Ponti (noto songwriter di Bon Jovi e leader dei Surgin) e Desmond Child come produttore.
Possiamo definire questo lavoro un disco carico, un disco spumeggiante. Basti pensare alle prime due song che aprono il disco: l'opener "Wild Nights" è proprio quello che ci si aspetta da un artista come Kane: chitarre potenti e ben amalgamate con il contesto, tastiere usate per cromare "ad hoc" il sound ed un ritornello veramente fantastico.
La seconda traccia, "Twisted", presenta un Kane sulle orme di "Mr.Fournier" (Alice Cooper), la canzone in questione può essere tranquillamente ricondotta al periodo più cromato di Alice.
A placare i ritmi scoppiettanti ci pensa una delle più belle ballad scritte dall'accoppiata Jon Bon Jovi-Richie Sambora (scritta in precendenza per Cher), cioè "Does anybody really fall in love anymore", che Kane interpreta con la sua voce calda e potente e impreziosisce anche con un buon solo di chitarra. Molto belli gli arrangiamenti di tastiera che riescono a dare alla song un alone di romanticismo: in poche parole, una ballad stupenda!
Dopo questo canzone adatta per i momenti più intimi e dolci, si passa all'highlight del disco, la magnifica "Dance Little Sister" che grazie a tutta una serie di fattori (assolo di chitarra in partenza, linea vocale azzeccata e ritornello fatto per essere urlato a squarciagola) si candida come migliore canzone del disco insieme all'aor-oriented "Rebel Heart" (che vede Kane alle prese con un assolo pirotecnico). Altra song simbolo è la sbarazzina "Fighter", dove Kane colpisce ancora per il bellissimo ritornello in stile Bon Jovi (dell'era Slippery When Wet).
L'unico episodio sottotono per il sottoscritto è rappresentato da "You Always want it", una song assolutamente non brutta ma che forse stona in un contesto veramente di altissimo livello.
Ci sono inoltre altre due song veramente carine e sentite come la conclusiva "It's only over for you" (una bella ballad) e la rockeggiante "I'm not lookin'for an angel".
Concludo facendo una piccola riflessione sui cosidetti "supergruppi" e side project. Negli anni '80 e nei primissimi anni '90 quando un musicista di una band famosa si allontanava dalla band madre quasi sempre riusciva nell'intento di confezionare bellissimi lavori (posso citare un artista con John Sykes che dopo i Tygers of Pan Tang e i Whitesnake fece un capolavoro con i Blue Murder, oppure Jack Starr dei Virgin Steele che con i Burning Starr fece davvero scintille con album simbolo come No Turning Back e Blaze of Glory), invece attualmente i supergruppi sono "band" che non riescono mai a raggiungere risultati ottimi, salvo eccezioni come i bravissimi Brazen Abbot e Last Autumn's Dream.
A parte quest'ultimo sfogo persona... vorrei consigliare questo disco a tutti gli amanti delle band platinate che hanno animato la scena hard'n'heavy negli Stati Uniti. Tracklist:
1.Wild Nights
2.Twisted
3.Does Anybody Really Fall In Love Anymore?
4.Dance Little Sister
5.Rebel Heart
6.You Always Want It
7.Fighter
8.I`m Not Lookin for an angel
9.Too Far gone
10.It`s Only Over For You Line Up:
Kane Roberts - vocals, lead and rhythm guitar
John McCurry - guitar
Steve Steele - bass
Myron Grombacher - drums
Chuck Kentis - keyboards
 
86