Recensione: Schlachten & Legenden

Di Daniele Balestrieri - 5 Maggio 2009 - 0:00
Schlachten & Legenden
Band: Obscurity
Etichetta:
Genere:
Anno: 2007
Nazione:
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78

Si sa, quando si parla di Germania c’è da aspettarsi una certa soglia di qualità minima. Ci sono paesi in cui il metal viaggia su stradine sgangherate e paesi in cui sembra di stare su un’autostrada a quattro corsie, e data l’offerta assolutamente mastodontica di terra alemannica, c’è da chiedersi come sia possibile che il mercato non sia ancora collassato.

Fin dal primo ascolto è facile rendersi conto del motivo per cui la Massacre abbia deciso di accogliere tra le propre fila una band come gli Obscurity, il cui nome generico non deve trarre in inganno. Un curriculum di concerti non indifferente, un album come Thurisaz che si è distinto per il gran numero di copie vendute e soprattutto un genere come il pagan black (chiamato persino Viking nel loro stesso MySpace) che in questi anni più che mai è sulla cresta dell’onda.
Schlachten und Legenden è il classico album che la dice immediatamente lunga. Parte e si mantiene su livelli già elevati e fa capire che il metro di giudizio da adottare è quello più severo, quello che si riserva alle band per le quali sbagliare diventa un lusso.

Il pagan black di matrice estrema è pur sempre pagan black e risponde a regole abbastanza ferree che vengono seguite pedissequamente dai nostri cinque guerrieri della Westfalia. Scream arcigno, ben impostato e chitarre che alla zanzara alternano lunghi momenti più melodici, in cui è semplice riconoscere e seguire i riff portanti. Percussioni ovviamente dell’altro mondo e un basso, in genere croce di questo stile musicale, che riesce ad emergere di tanto in tanto regalando possenza a una sezione ritmica già ben congegnata di suo.
Non mancano prestiti più tipici del death come la ritmatissima “Ruhm & Ehr“, il cui effetto live dev’essere fulminante, oppure gli stacchetti improvvisi di “Der Weg des Kriegers” che dispensano sapientemente pathos e headbanging furioso. 

Il carisma degli Obscurity è innegabile e traspare con vigore dalle dieci tracce pregne di furore nordico e richiami mitologici. Come è tipico nei dischi di questa caratura, il lavoro è svolto con professionalità maniacale ma manca, purtroppo, della scintilla che li faccia emergere dal fiume in piena del genere proposto. Un gran bel tassello di un mosaico sterminato, ma indispensabile solamente per chi, davvero, si alza la mattina e in bocca ha già il sapore dell’acciaio e del sangue.

Daniele “Fenrir” Balestrieri

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TRACKLIST:

01. Ydalir
02. Bergische Löwen
03. Götterdämmerung
04. Die letzte Schlacht
05. Legenden
06. Der Weg des Kriegers
07. Ruhm & Ehr’
08. Schatten
09. Skuld
10. Runen von Einst

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