Recensione: Seelenspiegel

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Seelenspiegel (specchio dell'anima) è un album con un sound personale, originale, penetrante, pregno di melodie epiche e poesia, evocate da cori, cantato pulito, screaming tagliente, strumenti orchestrali, batteria, chitarre distorte.
I temi affrontati nei poetici testi sono l'introspezione, la spiritualità, in un viaggio onirico all'insegna dell'immaginazione dell'autore di testi e musiche, Martin Wiese.

Tecnicamente, rispetto ai lavori precedenti, la differenza principale sta nella formazione: ora ci sono sia 2 chitarristi veri, che un batterista (dal rullante fin troppo facile). La produzione, a conti fatti, è accettabile, purtroppo nella fasi più 'concitate' il suono si fa un po' confuso.
Ma ciò che veramente conta, è che non c'è pezzo che non sia evocativo, che non abbia la giusta atmosfera, che non trasmetta sensazioni.
Una menzione in particolare alla splendida opener 'Soulglass', una nenia melanconica, che ci prende la mano e aiuta a tuffarci nel mondo degli Enid. Spero che in parecchi prendano esempio e si decidano a mettere belle canzoni, magari particolari e 'fuori via' rispetto all'album, se proprio vogliono mettere un'intro.
Meditate con i cori gregoriani e l'immutabile ciclicità di 'The Patience Ring', impallidite di fronte al riff di flauto di '...And Soon Will Fall The Days...', vivete l'epicità delle atmosfere di 'The Nexus' e di 'The Forbidden Site', godetevi il ritornello che sa di filastrocca di 'SeelenFrieden'.
L'unico pezzo che potrebbe lasciare l'amaro in bocca è la conclusiva 'Helios' Niedergang', che pare più un atto di un'opera lirica che una canzone vera e propria; inoltre, è completamente in tedesco, lingua non accessibile a tutti ! (io mi sono procurato una traduzione).

Costretto a classificarli, mi azzarderei a definire gli Enid gothic/black con contaminazioni classiche. Molto originale la scelta di ricorrere in alcuni casi ad arie da colonna sonora cinematografica, che spiccano soprattutti in pezzi come 'The Forbidden Site' e 'Helios' Niedergang'. Una curiosità, a proposito: il riff del ritornello di 'Nexus' mi sa tanto di Ennio Morricone, ma forse sono pazzo!

Insomma, Seelenspiegel è un grande lavoro, ricco di musica e poesia, di malinconia e di epica. Se amate la musica black melodica e non storcete il naso di fronte a nuove sonorità, contaminazioni gotiche e a una resa sonora non impeccabile, scoprirete un album splendido e originale, che ascolterete per gli anni a venire. Dulcis in fundo, il digipack è veramente bello e curato.
L'acquisto è consigliato, e non temete se l'ascolto vi trascinerà in un altro mondo: rivolgete uno specchio verso la vostra anima e lasciatevi cullare da note e parole.

Tracklist:

1- Soulglass
2- Land Of The Lost
3- Nexus
4- Patience's Ring
5- Interlude
6- The Forbidden Site
7- And Soon Will Fall The Days...
8- Seelenfrieden
9- Helios' Niedergang

 
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