Recensione: Seelenspiegel

Di Keledan - 25 Febbraio 2002 - 0:00
Seelenspiegel
Band: Enid
Etichetta:
Genere:
Anno: 2002
Nazione:
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93

Seelenspiegel (specchio dell’anima) è un album con un sound personale,
originale, penetrante, pregno di melodie epiche e poesia, evocate da cori, cantato
pulito, screaming tagliente, strumenti orchestrali, batteria, chitarre distorte.

I temi affrontati nei poetici testi sono l’introspezione, la spiritualità,
in un viaggio onirico all’insegna dell’immaginazione dell’autore di testi e
musiche, Martin Wiese.

Tecnicamente, rispetto ai lavori precedenti, la differenza principale sta nella
formazione: ora ci sono sia 2 chitarristi veri, che un batterista (dal rullante
fin troppo facile). La produzione, a conti fatti, è accettabile, purtroppo
nella fasi più ‘concitate’ il suono si fa un po’ confuso.
Ma ciò che veramente conta, è che non c’è pezzo che non
sia evocativo, che non abbia la giusta atmosfera, che non trasmetta sensazioni.

Una menzione in particolare alla splendida opener ‘Soulglass‘, una nenia
melanconica, che ci prende la mano e aiuta a tuffarci nel mondo degli Enid.
Spero che in parecchi prendano esempio e si decidano a mettere belle canzoni,
magari particolari e ‘fuori via’ rispetto all’album, se proprio vogliono mettere
un’intro.
Meditate con i cori gregoriani e l’immutabile ciclicità di ‘The Patience
Ring
‘, impallidite di fronte al riff di flauto di ‘…And Soon Will Fall
The Days…
‘, vivete l’epicità delle atmosfere di ‘The Nexus
e di ‘The Forbidden Site‘, godetevi il ritornello che sa di filastrocca
di ‘SeelenFrieden‘.
L’unico pezzo che potrebbe lasciare l’amaro in bocca è la conclusiva
Helios’ Niedergang‘, che pare più un atto di un’opera lirica
che una canzone vera e propria; inoltre, è completamente in tedesco,
lingua non accessibile a tutti ! (io mi sono procurato una traduzione).

Costretto a classificarli, mi azzarderei a definire gli Enid gothic/black con
contaminazioni classiche. Molto originale la scelta di ricorrere in alcuni casi
ad arie da colonna sonora cinematografica, che spiccano soprattutti in pezzi
come ‘The Forbidden Site’ e ‘Helios’ Niedergang’. Una curiosità, a proposito:
il riff del ritornello di ‘Nexus’ mi sa tanto di Ennio Morricone, ma forse sono
pazzo!

Insomma, Seelenspiegel è un grande lavoro, ricco di musica e poesia,
di malinconia e di epica. Se amate la musica black melodica e non storcete il
naso di fronte a nuove sonorità, contaminazioni gotiche e a una resa
sonora non impeccabile, scoprirete un album splendido e originale, che ascolterete
per gli anni a venire. Dulcis in fundo, il digipack è veramente bello
e curato.
L’acquisto è consigliato, e non temete se l’ascolto vi trascinerà
in un altro mondo: rivolgete uno specchio verso la vostra anima e lasciatevi
cullare da note e parole.

Tracklist:

1- Soulglass
2- Land Of The Lost
3- Nexus
4- Patience’s Ring
5- Interlude
6- The Forbidden Site
7- And Soon Will Fall The Days…
8- Seelenfrieden
9- Helios’ Niedergang

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