Recensione: Servants Of Chaos

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Aldilà delle critiche e della 'zizzania' che oggi nel mondo del metal imperversano come non mai, per nostra fortuna vi sono tuttora in giro etichette per così dire 'a colpo sicuro', vale a dire label il cui fiuto personale raramente arriva a commettere uno sbaglio, garantendo un roster ed una serie di uscite di assoluta qualità.

Una di queste etichette non può che logicamente essere la teutonica F.D.A Records la quale, dapprima partita all'insegna del death metal più putrido e malevolente sotto il nome di F.D.A. Rekotz, oggi espande i sensi e le viscere per regalarci uscite dal più ampio range musicale possibile. Torniamo però in questo caso un attimo indietro, precisamente in territori Death Metal, per di più non allontanandoci troppo da casa: i Blood Of Seklusion infatti sono italianissimi, a dispetto di quello che la loro musica possa far intendere: uno Swedish Death Metal classico e d'impatto, 'HM-2izzato' quanto basta ma allo stesso tempo pregno di quelle caratteristiche in grado di non far disperdere la formazione tricolore nel calderone di tutte quelle band fini a loro stesse che oggi purtroppo infestano la scena musicale estrema, sempre tanto devota alla cara, vecchia scuola del 'Metallo della Morte'. Ma come ben sappiamo, la devozione non sempre va di pari passo con il talento: per fortuna i Blood Of Seklusion non fanno assolutamente parte di questa categoria, riuscendo a compiere un discreto centro in quanto, pur non inventando nulla, sfoderano un impatto assassino che fa godere le orecchie grazie ad una produzione annichilente, in grado di dare il giusto valore a pezzi sparati in faccia nella giusta maniera, ed un riffing semplice quanto efficace che a tratti (ma solo alcuni, perché il tiro è puramente di stampo svedese) mi ha suggerito una visione del tipo 'come se gli Asphyx si fossero trasferiti un po' più a Nord del loro Paese d'origine'

A completare l'assalto di "Servants Of Chaos" striscia nei sochi un feeling di pura scuola hardcore, genere da sempre caro al death metaller più accanito per via delle ormai arcinote e svariate similitudini, e che viene esplicato alla grande in pezzi come alcuni momenti della title-track, prima di partire nelle ormai canoniche accellerazioni mozzacollo: il songwriting è quindi semplice e dritto al punto, come già suggerito poche righe più in sù, con il risultato di 10 pezzi brevi ed efficaci dove nei rari casi in cui la durata complessiva supera il rango dei 3 minuti di durata, l'ensemble non perde mai il focus dall'obiettivo: forgiare un death metal devoto alla vecchia scuola, ponendo l'accento su soluzioni sempre varie ma mai dispersive.

L'impatto è garantito, così come FDA Records è ormai, appunto, una garanzia. E sebbene in episodi come 'The Sun Shines No More', 'Unconventional Warfare' oppure il lungo brano introduttivo 'The Desert Of Lost' confermiamo che non si inventa nulla di assolutamente nuovo, se ne gode comunque del risultato: onore a chi merita e i Blood Of Seklusion meritano tantissimo, arrivando quasi a toccare lo status di 'Dismember italiani'.

 
80