Recensione: Shark Attack [Ep]

Di Stefano Ricetti - 13 Luglio 2015 - 10:18
Shark Attack [Ep]
Etichetta:
Genere: Heavy 
Anno: 2015
Nazione:
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68

Se vanno avanti di questo passo gli Anguish Force da Atzwang (Bz) rischiano di divenire la band discograficamente più prolifica “del West”. Senza contare quelle prima, dal 2012 in poi gli Speed Metal Killer altoatesini hanno inanellato ben cinque uscite ufficiali, alle quali si somma questo recentissimo Shark Attack, Ep che segna un cambio dietro al microfono. Quello che fu il posto di Johnny Thunder e successivamente di Val Shieldon è ora appannaggio di Kinnall, mentre il resto della line-up si conferma nei quattro metaller rispondenti ai nomi di LGD (chitarra), Rudymental (basso), Luck Az (chitarra) e Pemmel (batteria).

Shark Attack ha lo scopo, principalmente, di presentare al pubblico Kinnal, da circa un anno abile e arruolato all’interno della formazione e si accompagna a un booklet di quattro pagine con i testi dei primi quattro pezzi e un paio di belle foto della band. L’Ep si compone di sei canzoni: tre inediti assoluti, un brano ricantato ex novo, un estratto live e Rage, traccia utilizzata come colonna sonora del film Rabbia, edito da Rudere Film.                

L’opener Shark Attack è sufficientemente chiarificatore: gli Anguish Force, nonostante il cambio dietro al microfono continuano a fare gli Anguish Force! Il pezzo, già edito sul full length Sea Eternally Infested dell’anno scorso è una mazzata di Speed Metal fortemente debitrice dei guerrieri di Ottawa Exciter.

La mattanza sonora continua all’interno del primo inedito, identificato dalla traccia numero due, su velocità sostenute anche se con delle aperture melodiche vicine al Power, territori dove il nuovo Kinnall dà il meglio di se’. C’è da augurarsi che il nuovo corso dei sudtiroler ricalchi il livello qualitativo di questa Ride to the Light, in tal caso il futuro riserverà ottime sorprese in quel di Campodazzo.

Il terzo pezzo è all’insegna del rock da arena, si sviluppa su trame HM classiche con il refreain (United) da urlare tutti insieme con il braccio borchiato verso al cielo. Chiusura delle novità affidata a The Island that doesn’t Exsist, un episodio che dice la sua ma che poteva dare di meglio e di più se fosse stato maggiormente curato nei particolari, in primis nell’allestimento dei cori.

Cambio netto di qualità del suono per la prima delle bonus track, Rage, vittima di una produzione di basso livello che non riesce minimamente a graffiare come di solito sanno fare, e bene, LGD e soci. In chiusura Cause od Death, catturata dal vivo, che dà l’idea – ma solo quella – di come sappiano pestare gli Anguish Force dalle assi di un palco. Nota generale: al solito, le band vanno viste, non basta accontentarsi di sentirle su disco in veste live…e i Nostri dal vivo spaccano di brutto!     

Shark Attack conferma, se mai ve ne fosse ancora bisogno, che gli Anguish Force sono delle macchine da guerra prestate allo Speed Metal tricolore, solamente il prossimo full length darà però il vero tonnellaggio conferito alla band dall’innesto del nuovo Kinnall. Stay tuned!

 

Stefano “Steven Rich” Ricetti    

           

anguish force   BAND

 

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