Recensione: Shattered Silence

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Ancora buone notizie dalla scena prog nostrana, rappresentate nella fattispecie dall'esordio discografico dei Virtual Mind. La band romana nasce per volontà del chitarrista Francesco Fareri (Blind Secrets, ex-Dragonhammer), il quale ha arruolato nel progetto il bassista Emanuele Calvelli (con lui anche nei Blind Secrets), il batterista Dario Ciccioni (Empty Tremors, Empyrios) e niente meno che Titta Tani (Ashent, Astra, ex-DGM) al microfono.

La proposta dei quattro è decisamente interessante nonchè personale: se si può tranquillamente catalogarla come progressive metal, non sono per niente in secondo piano gli elementi altri che la rendono particolare. Un sound assolutamente moderno e l'assenza di tastiere bastano già a differenziare i Virtual Mind dalla pletora di cloni delle maggiori band di riferimento del genere (Dream Theater, Pain Of Salvation, Symphony X, Riverside, etc.) e dai vari filoni che da queste sono nati; inoltre, riff pesanti come macigni (alcuni sarebbero piaciuti al compianto Dimebag) contribuiscono a rendere tutt'altro che di secondo piano la componente più prettamente metal, sempre ben presente nell'ora scarsa di Shattered Silence; a tutto questo va aggiunto il cantato Mustaine-style (a volte fin troppo) di un Tani ad ogni modo in grande forma.
Se qualche difetto peraltro esiste, questo va ricercato in alcune scelte di produzione che hanno messo un po' troppo in secondo piano il basso di Calvelli e, in generale, hanno reso un po' "asettica" la resa sonora globale. Va in ogni caso sottolineato come le luci siano molte più delle ombre in questo debutto che, a ben vedere, è di tutto rispetto.

Shattered Silence si apre con gli otto minuti e quaranta di 'Life', i quali si sviluppano sui solidi riff di Fareri; l'opener guadagna punti grazie ad un ritornello azzeccato, che con la sua orecchiabilità bilancia l'atmosfera oscura del pezzo. Lo stesso si può dire, ad esempio, per 'The End Of Illusion', nel corso della quale Titta Tani sfodera una prestazione a dir poco maiuscola. Più in generale, ci si trova di fronte ad un muro sonoro nel quale proprio i chorus rappresentano qualche breccia, piccole aperture melodiche che lasciano filtrare un po' di luce da un muro di ritmiche travolgenti, sonorità assolutamente metal (nell'accezione più classica) e un mood sempre greve.
Il protagonista assoluto resta sempre Fareri (autore di tutti i pezzi, testi compresi) che si muove bene tra riff granitici e momenti solistici tutti all'insegna dello shred; anche perchè, a ben vedere e come già precedentemente ricordato, il basso è alquanto in secondo piano, mentre la batteria programmata pecca un po' di incastri che avrebbero potuto dare una marcia in più al tutto. In alcuni episodi, come nell'oscura 'The Black Box', mancano aperture melodiche vere e proprie, spostando l'ago della bilancia sulle influenze thrash dei nostri. Discorso simile si potrebbe fare per la tiratissima 'Fears', mentre le lunghe 'The Door' e 'A Perfect Union' vivono diversi momenti che racchiudono tutto quello che i Virtual Mind sono oggi. Apprezzabile, infine, anche la strumentale 'After Thy Soul', nella quale Fareri può dare libero sfogo a tutta la sua tecnica.

I Virtual Mind, quindi, sono stati capaci di un debutto assolutamente degno di nota. Il loro è un esordio che dimostra immediatamente personalità e voglia di creare un sound personale, seppur debitore di un modo di intendere il (prog) metal non certo innovativo. C'è ancora qualcosa da aggiustare, certo, ma le basi sulle quali i quattro possono costruire il loro futuro sono solidissime.
Qualche apertura melodica in più, come già detto, aiuterebbe a rendere più accessibile Shattered Silence nella sua interezza, soprattutto considerando il fatto che la durata dei pezzi è piuttosto elevata; c'è in effetti il rischio che qualcuno lasci da parte il disco troppo in fretta considerandolo un monolito; al contrario, ad un ascolto più attento, il full length invoglia a premere il tasto "repeat" più e più volte, al fine di poter apprezzare al meglio tutto quello che Fareri & Co. hanno saputo metterci dentro.
Giusto salutare con piacere, quindi, l'arrivo dei Virtual Mind, augurando loro di potersi confermare con la prossima uscita, magari aggiustando anche un po' il tiro che, se non ha colpito direttamente il centro, ci si è parecchio avvicinato.


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Tracklist:
01. Life 8:40
02. The Black Box 7:06
03. Fears 6:42
04. The End of the Illusion 8:11
05. The Door 9:18
06. After Thy Soul 6:43
07. A Perfect Union 11:23

Line-up:
Francesco Fareri: 7 & 8 string guitar
Titta Tani: vocal
Emanuele Calvelli: bass
Dario Ciccioni: drums programming

 
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