Recensione: Sic Bellum Incipit

Di Giorgio Vicentini - 15 Dicembre 2005 - 0:00
Sic Bellum Incipit
Band: Zaburon
Etichetta:
Genere:
Anno: 2005
Nazione:
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76

L’intro un po’ “menzoniera” fa da specchietto per le allodole all’opera prima dei bergamaschi Zaburon, tonico quartetto death metal che apre la propria discografia ufficiale con questa autoproduzione intitolata Sic Bellum Incipit

Come accennato, ad inaugurare il disco un incipit gotico e maestoso, che non racconta veramente chi siano i quattro musicisti, prima travisati dalla foto romantica di un albero nella nebbia in riva al fiume, mentre le orchestrazioni e le note di pianoforte e violino descrivono atmosfere affascinanti; poi, gettata la maschera, eccoli lì pronti a frantumare la pace respirata fin’ora con l’esplosione brutale di “The Beginning“, primo di sette assalti death metal dall’approccio brutale e riffing pesante, dall’ottimo spirito ben inframezzato da accelerazioni tipicamente death.

Gli Zaburon dicono di rifarsi espressamente alla scuola death metal di qualche anno fa, citano Sinister, Suffocation, Morbid Angel, cioè una bella manciata di nomi buoni che hanno ispirato tantissime band. Io aggiungerei anche un tocco di Cannibal Corpse in qualche ritmica più spedita della track “Zaburon” e chiuderei il cerchio attorno alle loro influenze, che sicuramente fanno da spunto iniziale al lavoro di una band tecnica, senza il timore di sfoderare i 13 minuti della già citata terza traccia: un continuo di cambi di tempo, visioni, idee. Se dovessi contarli, non saprei quantificare il numero esatto di riff raccolti entro un brano indubbiamente suggestivo, impegnativo, riuscito in buona parte del suo sviluppo. Forse dieci? Quindici? Una dimostrazione di coraggio e sicurezza nei propri mezzi tecnici, nemmeno tanto nascosta perfino nella bio del sito, ma che forse cade, in alcuni punti, nel tranello di attorcigliarsi su sé stessa. 

L’assalto procede spedito con “Blood King” e “The Awakaning of Titans” (strumentale), brani molto più sintetici ma comunque intensi, che in tre minuti complessivi divisi a metà aggrediscono adeguatamente a suon di ritmiche veloci, rapidi cambi di tempo e poderosi riff più cadenzati, introducendoci ad un altro brano impegnativo qual è “Sickly Theatre“. Per tracciare un profilo degli Zaburon basta uno qualunque dei pezzi più elaborati, quelli con più carne al fuoco, ognuno di essi raccoglie una direttrice musicale che è propria della band: comporre brani decisamente logici ed ordinati, da non intendersi per questo banali o già scritti, bensì da elogiarne per il costrutto convincente con un orecchio alla melodia.

Io vi consiglio di cercare Sic Bellum Incipit, vetrina per una band che non dimentica nessuno dei capisaldi death metal per ammiccare a generi più in voga, con una produzione che definirei “vera”, precisa ma non tagliata con l’accetta, quindi efficace. 
Anche con gli Zaburon siamo alle solite, quando pensi che vorresti ascoltare un bel disco death metal senza tanti modernismi, finisci subito a pensare agli USA o all’est europeo, quando basta spostarsi a Bergamo per trovare un lavoro che ha molte delle caratteristiche che cerchi.

Tracklist:
01. Intro 
02. The Beginning 
03. Zaburon 
04. Blood King 
05. The Awakaning of Titans 
06. Sickly Theatre 
07. Infinity Human Suffering

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Band: Zaburon
Genere:
Anno: 2005
76