Recensione: Somewhere In Time

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Correva l'ormai lontano 1986 quando il sesto cd di una delle band metal più conosciuta al mondo vede la luce! Gli attriti all'interno del gruppo si evidenziarono durante il lungo e straziante "powerslave tour" che toccò gli angoli più remoti del globo e dal quale furono registrati i pezzi che compongono il mastodontico "Live after death". "Somewhere In Time",in effetti, risente di una mancata collaborazione tra i cinque musicisti, in quanto gli unici a comporre pezzi furono il bassista Harris e il chitarrista Smith, fatta eccezione per la canzone De Ja Vu che vede anche la firma di Murray.

Oltre a questi avvenimenti i fans rimasero delusi per un certo cambiamento del sound nel quale erano ora presenti per la prima volta tastiere e sintetizzatori in maniera pesante,ma oggi giorno i fans comprendono in pieno le ragioni di Steve Harris & company che si giustificarono dicendo che ogni loro album doveva avere delle innovazioni che lo rendessero unico!

Il lavoro comincia con CAUGHT SOMEWHERE IN TIME che apre le danze con un riff potente ma allo stesso tempo melodico e che riprende le linee vocali del ritornello,risulta esser un pezzo piuttosto complicato e con un suono pieno(sicuramente grazie alle diverse chitarre sovrapposte) che lo resero quasi improponibile in sede live(infatti non compare in nessun cd live-album). WASTED YEARS porta la firma di MR. Smith,questo brano è inbubbiamente uno dei più orecchiabili del lavoro grazie alla sua immediatezza e melodicità, sono sufficienti pochi ascolti per non poter più far a meno di canticchiare il ritornello, una song composta, quindi, per far presa immediatamente sull'ascoltatore e sul pubblico. SEA OF MADNESS è forse il pezzo più strano, ciò è dovuto ad una non immediata apprensione che ha il vantaggio di renderlo longevo nel tempo. Il pezzo inizia con chitarre potenti e con distorsione molto pesante dopodichè entra in gioco la batteria che dà una carica di rullante e in fine la voce, ottima l'atmosfera soave che si avverte a metà canzone quando il ritmo serrato lascia spazio ad un pezzo lento nel quale sembra di perdersi come distratti dal canto delle sirene(in effetti si avvertono delle voci femminili). HEAVEN CAN WAIT rappresenta forse il miglior pezzo di harris presente sull'album,l'unico a comparire in un album live nonchè la song più diretta e di maggiore impatto...un giro di basso annuncia l'inizio del brano a cui seguono tutti gli altri strumenti, il ritornello è corto e di facile presa e a metà brano sono presenti gli ormai celebri cori che rendono il pubblico molto partecipe durante i concerti. THE LONELINESS OF THE LONG DISTANT RUNNER non passa certo inosservata rivelandosi un pezzo dannatamente heavy nonchè tra i migliori del disco, bellissimo il riff iniziale che si ripeterà per tutto il brano. STRANGER IN A STRANG LAND è il secondo singolo dell'album, solito giro di basso iniziale e ritornello piuttosto difficile da assimilare con un solo ascolto, verso metà intraprende la direzione musicale presa da "sea of madness" con un netto rallentamento che lascia sfogo agli assoli(davvero superbi). DE JA VU racconta dello strano fenomeno che da origine al titolo,intro di chitarra acustica che,dopo una cinquantina di secondi lascia il posto all'irruenza di quella elettrica ... ALEXANDER THE GREAT mette il sigillo al disco,intro parlata con un sibilo di vento in sottofondo...due minuti di riff e rullo di tamburo dopodichè ottima prestazione vocale di Dickinson; da segnalare l'ottimo assolo intorno al 5th minuto!!

In conclusione si può dire che questo è l'album più snobbato da tutti (perfino dagli stessi musicisti che non eseguono quasi mai i suoi pezzi nei live)!Rimane tuttavia uno dei capolavori della vergine di ferro! Per di più ha la copertina più bella che abbia mai visto...rappresenta Eddie in veste futuristica(in effetti l'album vuole aver un sound futuristico)e il retro copertina e pregno di dettagli curiosi(vedi orologio sulle 23.58.....Two minutes to midnight)...

1-Caught Somewhere In Time (Harris)

2-Wasted Years (Smith)

3-Sea Of Madness (Smith)

4-Heaven Can Wait (Harris)

5-The Loneliness Of The Long Distant Runner (Harris)

6-Stranger In A Strange Land (Smith)

7-De Ja Vu (Murray/Harris)

8-Alexander The Great (Harris)

 
90