Recensione: Soulhunter

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Germania, fortissimamente Germania. Si intuisce fin dalle primissime note la nazionalità di questo quintetto, giunto praticamente nell'anonimato al quarto studio album. Garante di un certo sound si fa la AFM records, che presenta il platter nella più canonica delle produzioni, gonfiandolo di basse frequenze (il basso è straordinariamente pompato) e di altri elementi cari al power teutonico, quali tastieroni di riempimento e cori avvolgenti, fin troppo simili al sound degli Edguy.
E' proprio la band di Sammet la maggiore ispiratrice dei voice, anche a livello di songwriting, seppure si dovrebbe parlare di corrente germanica in senso  lato, non essendo gli Edguy i portabandiera di nessuna originalità.
Purtroppo da una parte la produzione troppo standardizzata e non in grado di dare incisività al riffing (molle e in secondo piano), dall'altra l'imbarazzante pochezza compositiva dei Voice, unite al deprimente tentativo di emulare i connazionali che hanno avuto successo, non vengono compensate da una discreta capacità tecnica e un buon adattamento al genere proposto. Non conosco i tre album che precedono questo "Soulhunter", ma nutro forti dubbi - o forse la mia è solo una speranza - che i nostri si siano così incaponiti da riproporre certe soluzioni negli anni, soprattutto considerando la scarsità di risultati.
Non metterò nessuna song tratta da questo "Soulhunter", dunque, nella mia playlist di fine anno, non essendo stato colpito da nessuno dei brani presenti, ma sono consapevole che ci sono molti fan affamati di certe sonorità, che probabilmente aspettano solo del buon power metal ben eseguito, incuranti e indifferenti nei riguardi dell'eventuale ristagno compositivo, i cui padiglioni auricolari potranno godere di questa produzione senza sbavature, senza fronzoli, semplice e diretta come tradizione vuole. Nel chiedermi se i Voice non abbiano puntato proprio a questo, mi congedo dai fan ricordando che a volte limitarsi a Gamma Ray, Edguy, At Vance e gli altri gruppi di punta del power metal teutonico non è sinonimo di ignoranza.

Tracklist:

  1. Soulhunter
  2. Devilish temptation
  3. Valhalla
  4. Place of deliverance
  5. Firedevil
  6. Fairground of illusion
  7. Glorious empire
  8. Where have the angels disappeared
  9. Like a heart
 
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