Recensione: Southern Drinkstruction

Di Fabio Vellata - 10 Giugno 2008 - 0:00
Southern Drinkstruction
Etichetta:
Genere:
Anno: 2007
Nazione:
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67

A giudicare dalle prime impressioni, sarebbe facile identificare i Southern Drinkstruction come una qualsiasi band dedita al selvaggio ed alcolico hard rock di stampo sudista, probabilmente vicina nei toni e nella potenza ai seminali Black Label Society, suggeriti in modo espilcito dall’artwork di copertina.

La realtà invece ci propone qualcosa di piuttosto differente da quanto preventivato. Death metal alla Obituary, ritmiche spezzacollo rubate ai Sepultura, doom del più sulfureo e giri death n’roll che tanto sanno di The Crown e Terror 2000 sono, infatti, le connotazioni stilistiche entro le quali la band romana muove i propri passi nella realizzazione del primo demo in carriera, rivelandosi combo di tutto rispetto e dalle doti più che discrete.

Produzione di serie A e padronanza dei “mezzi” sicuramente di buon livello, sono punti di forza essenziali e ben messi in evidenza. Piuttosto convincente anche il growl del singer Southern Bastard (nickname quantomeno singolare), capace di fornire, nei toni meno gutturali, un che di swedish ai brani (in stile Tompa – At The Gates per intenderci, fatte, ovviamente, le dovute proporzioni del caso).
Da tali ingredienti prendono vita cinque pezzi di solido thrash/death metal interessanti e di buon auspicio, eretti su di un vigoroso “wall of sound” non vertiginosamente originale ma dall’indubbia efficacia, cui, le improvvise divagazioni rock n’ roll, conferiscono un aspetto ancor più contaminato e sprezzante.
In poche parole, tanta ferocia esibita con orgoglio, discreta tecnica e grande voglia di “spaccare” divertendosi.

Figli degenerati del più corrotto death n’roll, i Southern Drinkstruction portano a casa un buon risultato già al primissimo demo, lasciando ben sperare per qualche piccola, confortante, novità futura.
Non manca tuttavia la necessità di una maggiore personalizzazione del songwriting, al momento un po’ derivativo e leggermente statico, aspetto che appare assolutamente basilare al fine di rendere ancora più apprezzabile una proposta che, già in questo modo, sembra comunque avere qualche cosa da dire ed alcune cartucce da sparare, soprattutto nei confronti di chi, affascinato da uno stile che mescola generi ruvidi ed intransigenti come quelli menzionati, è costantemente alla ricerca di qualche buona novità eruttata dal sempre prolifico underground di casa nostra.

Un ascolto dei loro pezzi inseriti nel profilo Myspace dedicato, è sicuramente un ottimo modo per saperne di più…

Tracklist:

01. Vultur Mountain
02. My Only Words
03. The Cursed Track
04. Suck, Duck, Truck, Fuck
05. Southern Drinkstruction

Line Up:

Southern Bastard – Voce
Ordnal – Chitarre
Eddie – Batteria
Cinghio – Basso

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