Recensione: Standarized

Di Nicola Furlan - 18 Febbraio 2013 - 0:00
Standarized
Etichetta:
Genere:
Anno: 2012
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63

I thrasher Deus Ex-Mächina provengono da Città del Messico e questo “Standarized” è il loro esordio discografico. Uscito come autoproduzione a inizio 2012, viene ora stampato da Under Fire Records, etichetta messicana che da poco ha acquistato la fallita e compaesana Blower Records, quest’ultima, a suo tempo, focalizzata solo su produzioni thrash metal. Se però questo è il proseguimento di ciò che la Blower ha fatto, allora sarà da stare attenti alle produzioni del suo roster oramai in disuso nonché ci sarà da rivedere qualche scelta commerciale.

I Deus Ex-Mächina suonano un thrash metal canonico, partorito direttamente dalla commistione tra il thrash bay area di metà anni ottanta e quello newyorkese, matrice Nuclear Assault. Ciò che richiama il sound del quartetto messicano è la rediviva eco delle idee concepite negli anni da band come i già citati Nuclear Assault e dagli Slayer di inizio carriera. Che poi il tutto venga ‘infarcito’ dalle dolorose spallate del pogo alla D.R.I. e dal martellante up-tempo alla Sepultura poco conta in quanto, purtroppo, il livello tecnico lascia molto a desiderare.

È un disco che poteva essere suonato (e prodotto) cento volte meglio! Quelle che avrebbero potuto essere delle gran belle idee, di fatto, appaiono ‘bruttine’ perché trasformate in musica da strutture compositive elementari, spesso eccessive nonché sconclusionate. Origine di questo limite? La capacità tecnica. I Nostri hanno attitudine, e pure un sacco di gusto, sorpatutto a livello di sezioni soliste e, perché no, anche di riffing, ma ritmicamente superano le loro abilità, cadendo spesso in un trascinato e stanco drumming privo di dinamica e ben poco puntellato da un basso esageraemnte in primo piano, sopratutto nelle inopportune (passatemi il termine) ‘puntate’ di fretless.

È altresì doveroso riconoscere che il cantante e chitarrista Fredhammer dà prova di grande abilità espressiva nel cantato. Non ci è dato conoscere il nome del membro autore delle sezioni soliste, sia Nemonaz, sia Fredhammer stesso, ma garantiamo che lo spessore tecnico è presente.

Ci si trova quindi di fronte ad una band scontata a livello compositivo, con un paio di musicisti capaci, ben al di sopra delle capacità tecniche di qualche altro compagno di squadra. Il potenziale c’è, ma senza qualche piccolo ritocco alla formazione sarà difficile spostarsi oltre i confini del loro quartiere. Ma forse ai Deus Ex-Mächina sta bene così…

Buon divertimento agli amanti del thrash scazzato e sincero del ‘tempo che fu’.


Nicola Furlan


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Tracce:

01. Earth Abyss     
02. Ode for the Ultraviolence (2nd Movement in E Minor)
03. Fields of Death     
04. Invincible Warrior
05. Thrashing Terror     
06. Labyrinth
07. D.E.M.E.N.T.I.A. (instrumental)
08. Standarized     
09. Nothing     
10. A Blinding Shade

Formazione:

Toño Ghostbuster – Basso
Pepito Terrorthrasher – Batteria
Fredhammer – Chitarra, Voce
Nemonaz – Chitarra

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