Recensione: Summoned to Rise

inserito da

Summoned to Rise” è il debutto (peraltro fresco fresco di pubblicazione) dei Create a Kill, dinamico terzetto floridiano con un bagaglio di esperienza nella musica pesante che posso solo definire come di tutto rispetto: basti pensare che i nostri cari trottolini hanno militato in gruppetti come Possessed, Malevolent Creation, Gruesome e Demolition Hammer, giusto per citarne alcuni. Ora una domanda per i più attenti: visti i nomi citati qua sopra, cosa mai suoneranno i nostri? Ebbene sì, signori miei, si sta parlando di un furente thrash metal della vecchia scuola, di quello cafone, rabbioso, grezzo e sferzante che sfocia di tanto in tanto in un death lancinante e sanguigno; di quello che non concede un attimo di tregua con le sue continue rasoiate; di quello che, nonostante sia fatto di riff affilati e maligni, assoli dissonanti e una voce che strepita sopra una mitragliatrice ritmica, riesce ad evitare la cacofonia inutilmente fine a se stessa miscelando attentamente una carica propulsiva invidiabile con le giuste spruzzate di groove. Dieci canzoni, dieci schegge di furia isterica, coatta e velenosa – più una traccia bonus dedicata all’ex cantante dei Malevolent Creation, Brett Hoffmann, scomparso a Luglio – per una quarantina di minuti di fendenti in cui i nostri si divertono a combinare in una miscela assassina (oltre ai gruppi già citati) i nomi grossi della scena thrash americana e non. Ecco quindi che i riff taglienti tipici della bay area si fondono con la ferocia tedesca di Destruction e Kreator, mentre lo spettro degli Slayer (impossibile non percepire l’ombra di Kerry King nell’instancabile lavoro delle chitarre) supervisiona dall’alto con gli occhi lucidi. Il risultato è un mulinello sonoro aggressivo, nevrotico e violento in cui la melodia compare per accentuare la malignità di questo o quel passaggio, ma che in generale è costretta a cedere il passo a una rabbia istintiva e indomabile. Le velocità si mantengono perlopiù spedite, iraconde e sanguigne, ma non è raro che vengano spezzate tanto da rapide e vorticose accelerazioni quanto da rallentamenti scanditi e sulfurei i quali, nonostante una pesantezza già di per sé piuttosto accentuata, altro non sono che semplici pause studiate per riprendere il fiato, in vista del ritorno in scena delle frustate che, come detto, costituiscono l’ingrediente principale dell’agguerrito terzetto.
Cionondimeno, durante l’ascolto di “Summoned to Rise” non si percepisce praticamente mai una perdita di controllo da parte dei Create a Kill, che resistono alla tentazione di indulgere nei facili sfoggi di violenza fini a se stessi ma si limitano a picchiare quando e quanto serve, sfruttando la loro padronanza del genere per non impantanarsi in uno sterile cul de sac di oltranzismo sonoro. Il continuo flusso e riflusso di velocità e umori diversi, poi, funziona alla perfezione, permettendo a “Summoned to Rise” di fluire con agilità e non annoiare mai durante l’ascolto, nonostante la (comunque considerevole) quantità di botte che impartisce. Certo, a livello di originalità l’album non è il massimo – gli echi e i rimandi a Slayer & C. sono abbastanza evidenti – ma quando si è dinnanzi a una simile manifestazione di isterica violenza sono dell’idea che la poca innovazione non vada ad influire granché sul risultato finale. I nostri americani, inoltre, non sono certo dei novellini e conoscono alla perfezione il modo per sfruttare la lezione del passato (di cui, peraltro, hanno fatto parte a più riprese) a proprio vantaggio: ecco quindi che ferocia, intensità e classe vengono dispensate a profusione per creare un album coinvolgente e dinamico, che viaggia dritto come una freccia e va giù in un attimo, svicolando così magistralmente l'impasse anzidetto. Inutile girarci troppo intorno: “Summoned to Rise” è un signor album, massiccio, diretto e potente, nonché un solidissimo esempio di come si suona thrash metal con gli attributi, per cui non ho la minima remora a consigliarvene l’acquisto a scatola chiusa. Se siete amanti del thrash fate vostra questa scudisciata senza timori, non ve ne pentirete.

 
82