Recensione: Temptation

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Otto, lunghi anni separano la penultima fatica discografica degli Skanners dal nuovo “Temptation”. Nel 2011 il combo bolzanino, per il tramite di “Factory Of Steel”, raggiunse l’apice compositivo della propria carriera, sino a quel momento. Non a caso conclusi la mia recensione di allora, sempre su questi schermi a sfondo nero cuoio, con la seguente frase:

La Fabbrica Dell’Acciaio costituisce probabilmente il disco definitivo degli Skanners dai tempi di Pictures Of War, anche se mai porre limiti alla provvidenza. Chapeau of steele, damen und herren!

Successivamente a “Factory Of Steel” ho avuto occasione di ammirare dal vivo gli Scannati più volte e, fra il serio e il faceto, buttai là ai due mastermind nonché fondatori Claudio Pisoni (voce) e Fabio Tenca (chitarra) questa provocazione:

“potete lavorarci sopra quanto volete ma un discone come ‘Factory NON riuscirete mai più a farlo…”

In risposta ottenni da entrambi un ghigno sornione…

 

Maggio 2019: “Temptation” è fra le mie mani, pronto a essere sguainato e inserito nelle fauci fameliche di Acciaio fatto musica del lettore Cd che tanti dischi ottici ha ingurgitato sino ad oggi. “Play” e parte un viaggio lungo le strade del Metallo italiano della durata di poco meno di cinquanta minuti. Per poter redigere una recensione secondo coscienza ed etica, il tasto “Play” verrà premuto più e più volte nei giorni successivi, così come il “<<”. Un po’ meno, anzi molto meno, il forward “>>”.

Gli Skanners, dalla loro, hanno il fatto di non essersi mai sciolti. Nemmeno durante i nefasti anni Novanta, finestre temporali nelle quali l’HM classico non se lo inc… (ops, filava) quasi più nessuno fra il pubblico più generalista dell’hard’n’heavy. Defenderoni a parte, ça va sans dire. Di band storiche della siderurgia applicata di casa Nostra ve ne erano in giro ben poche, in quel periodo. La maggior parte di esse era in stand-by, per essere buoni… Altra peculiarità della premiata Firma (ditta, in tedesco) Pisoni, Tenca & Co. è che passano sì, gli anni, ma loro “martellano” ancora che è un piacere. Altri coevi italici – gli Skanners esistono dal 1982 – nelle loro ultime prove su disco hanno dimostrato di essersi smollati, quantomeno al momento…

Temptation”, che esce per la Alpha Omega Records di Simone Gagliardi, si accompagna a un libretto di diciotto pagine con tutti i testi e le foto (singole) dei vari componenti della band che, oltre a Pisoni&Tenca, schiera: Walter Unterhauser all’altra chitarra (con gli Skans dal 1999), Davide Odorizzi alla batteria e Tomas Valentini al basso.

L’album, forte di una produzione fottutamente al passo con i tempi, registrato a Monaco di Baviera nello studio del veterano Bobby Alvater è pregno della tradizione che da sempre caratterizza un disco griffato Skanners, alternando autentiche cannonate a qualche passaggio a vuoto, incarnato dai pezzi che non verranno citati qui di seguito. Vi sono le “botte” di Metallo dure, feroci e violente: “In Flammen 666”, brano ove i südtiroler pestano così forte e veloce che sembra di sentire gli Helstar, allestito in onore di Thomas Richter, team principal del festival estremo che annualmente si svolge a Torgau, vicino a Lipsia, con il quale hanno chiuso il concerto di Isola Rock lo scorso 11 maggio. Poi “Demons of Tomorrow” e, nomen omen, “Back To The Past”, grandioso tuffo negli eighties. Gli episodi dal ritornello vincente rispondono viceversa all’appello sotto le denominazioni di “Rolling In The Fire” e “The Eye”. Stupendo, quest’ultimo, il probabile highlight del disco.   

E non mancano di certo i pezzi più introspettivi, molto profondi e mai stucchevoli: “Always Remember”, scritto e dedicato a Franco “Franky” Paissan, storico roadie tuttofare della band mancato nell’aprile del 2016 ed infine “Cut My Heart” a marcare a fuoco un lavoro solido, di sicuro livello, che con orgoglio e senza sfigurare può essere incasellato nello scaffale vicino ai vari “Dirty Armada” e “Pictures Of War”.     

 

Domanda finale: “Temptation” è riuscito a superare “Factory Of Steel”?

Risposta: “NO, anche se ha avuto il coraggio di tentare di farlo…”

 

Stefano “Steven Rich” Ricetti 

 

 

 

 

 

 
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