Recensione: Terror for Sale

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Thrash, birra, divertimento e furia cieca: sono gli ingredienti principali di quello che è uno dei side-project più azzeccati degli ultimi anni. I Terror 2000 hanno come motto il disimpegno totale, il rifiuto di qualsiasi tematica seria: sono quasi una 'college band', se vogliamo guardare all'attitudine, incattivita come pochi e dotata di qualità tecniche tali da annichilire il 90% delle death/thrash band europee e non, spuntate come funghi nell'ultimo decennio.

Ma visto che si parla di disimpegno come di una chiave di lettura fondamentale per questo gruppo dovete anche considerare che Terror for Sale, così come i due album che l'hanno preceduto (se escludiamo un live decisamente scadente), non è certo uno di quei dischi fatti per cambiare le regole della musica ed incastonarsi nelle collezioni come cardini imprescindibili: no, ma ve ne importa qualcosa? Il disco è semplicemente divertente, leggero: la classica (per loro) componente Kreator velocizzata e potenziata in chiave swedish; riff diretti e secchi, niente assoli; e delle vocals che spaziano su un po' tutto quello che è possibile fare nella musica estrema: qui sì che Bjorn "Speed" Strid dà il meglio di se stesso, altro che coi - bolliti? - Soilwork! Growl, screaming isterico, cantati puliti abbinati al distorto e mai stucchevoli o ammiccanti, per finire su un uso dei cori tra il thrash e l'hardcore che dà ancora più carica a dei pezzi già fin troppo vitaminizzati.

La goliardia la fa da padrona ovunque: dai titoli (Mummy Metal for the Masses, un titolo decisamente sarcastico, Wrath of the Cookie Monster e così via) a certi ritornelli (sentitevi la bellissima King Kong Song, dal bridge in poi), tutto il disco viaggia su un'ironia ed un senso di divertimento assolutamente coinvolgenti. Quali sono allora le ombre di un album di questo tipo? E' facile immaginarlo, si cade in qualche ripetitività ed a lungo andare l'album, non presentando idee particolari o soluzioni personali, tende a farsi lasciare da parte; ma lo spirito thrash è tutto qui dentro: un bel "fuck off" a tutto e tutti, piede sull'acceleratore (e sulla doppia cassa di Erik Thyselius) e 5 musicisti che si lasciando andare alla loro vena più scanzonata e, probabilmente, autentica. Divertiti e divertenti, cercatelo senza troppi dubbi.

Alberto 'Hellbound' Fittarelli


Tracklist:

1. Five Star Prison 
2. Metal Mosh Massacre 
3. Cheap Thrills 
4. King Kong Song 
5. Wrath Of The Cookie Monster 
6. Satans Barbecue 
7. Flesh Fever Fiesta 
8. Liquor Saved Me From Sports 
9. Fed Up 
10. Mummy Metal For The Masses 
11. Stattena T(h)rash 
12. Bloody Blues Blaster

 
75