Recensione: Terror Regime

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Nuovo disco in studio per i metaller statunitensi Jungle Rot, per la seconda volta di seguito supportati dalla Victory Records che, riteniamo, ben pochi spunti abbia fornito al fine di far migliorare il sound mediocre che aveva contraddistinto il precedente "Kill on Command". Forse l'ago della bilancia non punta più così cocciutamente verso il death metal 'old-school' che caratterizzava il disco citato, uscito nel 2011, ma nemmeno l'aver virato verso territori più thrash metal sembra aver risolto il problema della sterilità compositiva e dell'originalità.

"Terror Regime", questo il titolo del nuovo e settimo full-length della loro carriera, suona diretto, grezzo e sfacciato. Per dare il colpo all'ascoltatore fa leva sulle rigide strutture del death metal delle origini, quello che ha reso famose band come Obituary, Bolt Thrower e primissimi Six Feet Under. Un death metal quindi arcigno e sconstante che però non si ripete per tutta la durata del disco. Inseriti qua e là troviamo riff di natura thrash metal. Non cosette raffinate, intendiamoci, quanto più una grattata di carta vetrata in pieno stile Sepultura dei tempi di "Schizophrenia" piuttosto che dei Destruction di fine anni novanta, quelli che avevano dato vita al primo cambiamento stilistico con la pubblicazione di "Release from Agony".

Ecco allora che il tutto diventa più spigoloso ed incalzante. Le dinamiche così piatte riscontare nell'esordio con la nuova etichetta si fanno più corpose ed il ruggito dell'ormai unico supersite della primissima formazione del 1994, nonché fondatore Dave Matrise, riesce a realizzare quell'aggressività che non è più fine a se stessa come accaduto in precedenza. Anche l'aspetto produttivo si sposa meglio a questo nuovo modo di esprimersi in musica. Il meccanismo arruginito che sembra dar vita agli ingranaggi del loro sound non è più gracchiante come in passato, ma roboa e coordina le sinergie tra band e produttore e riesce a garantire un sufficiente impatto sono a questi trentacinque minuti di musica. È pur sempre un piccolo punto di partenza per un futuro migliore...

Purtroppo "Terror Regime" non propone nulla di nuovo, e nemmeno riesce a garantire un minimo di freschezza al classico modo di intendere la musica estrema che tanti coinvolse, ormai oltre venti anni fa.
"Terror Regime": abbastanza efficace da regalare un ascolto divertente da 'Voice Your Disgust' a 'Pronounced Dead', inadeguato, per non dire inutile, se confrontato con il 99% delle pubblicazioni di extreme metal 'old school-oriented' a cui molti gruppi odierni, anche semi-sconosciuti, fanno riferimento per esprimere loro stessi. E lo fanno meglio... A voi la scelta.

Nicola Furlan

 
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