Recensione: The Blaze

Di Carlo Passa - 19 Marzo 2017 - 9:00
The Blaze
Etichetta:
Genere: Power 
Anno: 2016
Nazione:
Scopri tutti i dettagli dell'album
58

Se The Blaze è addirittura il settimo album dei finlandesi Burning Point, in vero non è che il primo effettivo con Nitte Valo alla voce. Il precedente, omonimo, disco del 2015, infatti, rappresentò un’operazione mirata a presentare la cantante, alternando pezzi nuovi e riproposizioni di canzoni tratte dai precedenti prodotti della band.
The Blaze, invece, è composto di soli inediti (più una cover), offrendo dunque uno spaccato sufficientemente rappresentativo del nuovo corso dei Burning Point.
Se la voce è cambiata, la sostanza della proposta rimane la medesima: heavy power metal modellato su Hammerfall e Judas Priest, con qualche divagazione in territori più morbidi, al limite dell’AOR più robusto.
Niente di nuovo sotto il sole, dunque. L’album si trascina tra melodie abusate e arrangiamenti prevedibili. Certo, la band è professionale e tecnicamente valida, e la produzione è allo stato dell’arte, plasmata com’è sull’ortodossia dominante del genere. Ma non è sufficiente a salvare un disco piatto e sostanzialmente inutile.
Pescando dalla tracklist, si può anche incocciare in pezzi buoni, come Master Them All e Incarnation, molto accattivante grazie a un ritornello che richiama i primi Hammerfall.
Nitte Valo è brava e lo dimostra nella piacevole The King is Dead, Long Live the King, molto ottantiana nel proprio tentativo di rifarsi ai Judas Priest. E a proposito di anni ottanta (dai quali una certa area del metal non è mai veramente uscita), ecco la cover, in vero un po’ prevedibile, dell’inno Metal Queen di Lee Aaron. Ben eseguita e filologicamente retro, il pezzo rivela la propria natura superiore, a livello sia di scrittura che di personalità.
Da evitare, invece, incursioni nel metal più melodico come in The Lie, il cui unico risultato è quello di farmi tornare a spolverare i dischi dei Loudness: altri tempi, altra qualità. Molto meglio, allora, spingere sul pedale dell’acceleratore come in Chaos Rising, il cui riffing è debitore di Ritchie Blackmore, sulla cui immensa influenza esercitata sul mondo metal da almeno quarant’anni a questa parte varrebbe la pena spendere fiumi di parole.
In definitiva, un disco privo di alcuna speranza di rimanere nel tempo. Può meritare uno o più ascolti distratti da parte del metallaro innamorato del power, al punto di farne la propria colonna sonora in ogni momento della giornata. Niente di più, niente di meno.

Ultimi album di Burning Point

Genere: Power 
Anno: 2016
58
Genere: Power 
Anno: 2015
58
Genere:
Anno: 2012
65
Genere:
Anno: 2009
74