Recensione: The Curse

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E-Force è il gruppo di E-Force, nomignolo con cui Eric Forrest si faceva chiamare durante la sua prestigiosa permanenza nei leggendari Voivod. Con loro Eric ha composto due album, forse quelli meno ispirati della loro carriera: "Negatron" (1995) e "Phobos" (1997). Debite premesse fatte, veniamo agli E-Force.
Giunti al loro terzo album della carriera, "The Curse" è di fatto un concept incentrato sull'ossessione e sulle tentazioni del sesso femminile. Ed ogni volta che si approccia ad un concept, alla pari del valore compositivo-musicale, è importante che emerga la percezione che il concept esista! Attraverso il richiamo di strutture compositive o tramite l'uso di suite o, ancora, tramite testi incastrati gli uni agli altri, un disco così concepito deve presentare una personalità identificabile dal primo all'ultimo secondo. Altrimenti non può defnirsi tale. Ed è per questo motivo che è assai complicato realizzare dei concept con 'le palle'. I nostri ci sono riusciti. E chi l'avrebbe mai detto? Certo, ci sarà pur stato un ottimo motivo se il buon Eric ha suonato nei Voivod! Vi pare?
I brani suonano marci ed ossessivi, fin dall'intro si percepisce quanto le canzoni sappiano di sudicio e turpe. Uno stile 'stranamente' thrash-core che propone anche ambiti melodici scanditi da comparti mosh. Sezioni soliste arricchiscono costantemente il songwriting che acquisisce un valore sempre maggiore ad ogni ascolto. Tanta è infatti la scelta di generi che si incontrano durante l'ascolto. Grazie allo scream tagliente, distruttivo ed erosivo di Eric Forrest, a tratti sembra di ascoltare pure del marcio e necrotico black 'n roll! Non c'è quindi tanta differenza dallapproccio finemente intessuto dai Voivod. Anzi, viene da pensare che Eric, oltre ad essere stata la persona giusta al tempo, abbia saputo raccogliere parte di quella preziosa eredità che porta in dono al modo musicale la memoria dei Voivod che furono. Una sorta di attitudine (verissima) progressive, ma tanto, tanto marcia; e tanto tanto godibile!
Eric Forrest è davvero una macchina al micrfono, un interprete di grande ispirazioni ed esclusivo stile vocale. Non è da meno la sezione ritmica, mai eccessiva e sempre efficace con un Krof alle pelli che macina bacchette come si confà ad un fottuto batterista thrash di qualità! La scelta dell'uso di tastiere è poi un ulteriore fiore all'occhiello di "The Curse". Tali riescono a ricreare sensazioni di immoralità di cui non ci si sente nemmeno in colpa.
La band ha idee, propone un qualcosa di davvero elitario. Undici brani di thrash progressivo validissimo, particolarissimo, vi delizieranno come pochi altri dischi al momento possono garantire. Un prodotto di nicchia che, vi garantisco, verrà ben accolto nella vostra discografia di qualità... per quelli che ne hanno una ovviamente. A buon intenditore , poche parole...

Nicola Furlan

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