Recensione: The F1rst Fist [EP]

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I Narcosynth sono una speed metal band nata tre anni fa per volere di alcuni musicisti dell'underground molisano attivi da molti anni all'interno della scena metal estrema. Ispirati fin dalle orgini da quanto concepito nella Bay Area californiana e dal groove lato opposto degli States, hanno iniziato a dar vita ad un qualcosa di nuovo. Ecco quindi che nasce il loro primo EP di tre canzoni, autoprodotte, intitolato “The F1rst Fist”.
Il risultato è convincente, anche ben oltre le aspettative. La band ha una carica attitudinale favolosa. Sa dosare bene melodia ed aggressività, sa proporre soli di buona fattura e quando c'è da menare non passa inosservata. Anche nei pezzi più cadenzati, grazie sopratutto alla puntellante prova di 'John Evil', i Narcosynth riescono ad incidere solchi profondi ad un songwriting che così si presenta multiforme e completo.
Finalmente poi si ascoltano nuovamente i cori, devastante apporto in grado di pompare di potenza ulteriore la struttura dei brani.
Scadentina la pronuncia della lingua inglese, ma con qualche lezione da un insegnante, magari studiando i testi stessi, la cosa si risolverà in brevissimo tempo.
Brano di punta dell'intero lotto il secondo pezzo di scaletta (che, data la natura del mini disco, contiene solo tre brani), 'Demolition Mind'. Un concentrato di spunti che richiamano alla mente il meglio della scena thrash-speed europea e statunitense di inizio anni Novanta. Uno stile davvero esclusivo che garantisce alla band un ruolo di nicchia nella ormai proliferante scena underground thrash italiana (una delle più floride dell'intero panorama internazionale).
Bene pure la produzione: potente al punto giusto e calibrata nei volumi, concede il giusto ed equilibrato spazio a tutti gli strumenti, voce compresa.
Con soli tre brani c'è ben poco altro da dire. In definitiva comunque, bene! La band ha capacità, sa suonare ed è in grado di valorizzare quanto di meglio il thrash sappia proporre. Non immaginate quanta voglia avrei d'ascoltare altri brani oltre il terzo e ultimo 'Infernal Crown'. La valutazione è, ovviamente, limitata dato il ridotto numero di pezzi presenti nell'EP, ma potete considerarla assai più alta se rapportata alla qualità qui presente.
Non resta quindi che attendere impazienti il vero e proprio esordio. Un fatto che, al punto arrivati, i Narcosynth devono per etica artistica ai tanti (ne siamo sicuri...) loro ammiratori, ammiratori di questa nostra valida realtà italiana da supportare!

Nicola Furlan

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