Recensione: The Faith

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Cosa avrebbe rappresentato la NWOIHM senza la Strana Officina? Probabilmente molto meno di quanto poi Le è stato attribuito a livello di importanza storica. Si può tranquillamente affermare che senza l'apporto della band livornese il metallo made in Italy avrebbe avuto molto meno effetto sia a livello locale e, soprattutto, in prospettiva internazionale. I Nostri hanno scritto capitoli fondamentali dell'HM europeo, guadagnandosi la stima di tutti gli addetti ai lavori lavorando ogni giorno sulla propria credibilità, costruita in primis sulla proposta musicale e appena dopo sull'attitudine: heavy metal a tutto tondo, da quando ci si alza la mattina a quando ci si corica la sera. All'interno di un movimento eccezionale ma frammentato come quello della New Wave of Italian Heavy Metal la Strana Officina ha saputo conquistarsi la stima e la simpatia da tutte le band tricolori, anche le più ostiche e spigolose: fatto eccezionale nell'Italia di allora.

Il combo livornese, attivo fin dalla seconda metà degli anni Settanta, detiene anche un altro importante primato, ovvero il fatto di essere stato il primo a far uscire un album di hard'n'heavy completamente in italiano, andando in controtendenza rispetto all'invasione senza scampo proveniente dai paesi di lingua anglosassone: il debutto omonimo del 1984.

Gli anni seguenti vedono l'uscita di altri due dischi, stavolta proposti in lingua inglese per poter sfondare anche al di là delle Alpi: il roccioso The Ritual nel 1986 e il più variegato Rock'n'Roll Prisoners del 1988.

Come purtroppo spesso accade in tutte le belle storie, però, la tragedia è dietro l'angolo, o per meglio dire lungo un fossato della Livorno-Firenze. In un incidente stradale i due membri fondatori della “Strana”, Fabio e Roberto Cappanera, rispettivamente batterista e chitarrista, perdono la vita in una notte del luglio 1993. Di lì a poco scompare anche Marcellino Masi, appartenente alla line-up autrice di “Strana Officina”. Pare la fine di un sogno, ma non è così.

Negli anni a seguire i numerosissimi ultras dell'Officina si compattano intorno alle figure del cantante Daniele “Bud” Ancillotti - personaggio dall'umanità smisurata - e a Vincenzo “Enzo” Mascolo, bassista e fondatore della band.

La voglia di Strana Officina continua a salire, il tempo passa, i “piccoli uomini crescono” e oggi sono diventati dei musicisti di alto profilo. Sto scrivendo riguardo al batterista Rolando Cappanera, figlio di Roberto, e a Suo cugino Dario, funambolico chitarrista.

L'anno scorso il miracolo: la Strana Officina viene chiamata a fare da headliner al Gods of Metal durante la giornata dedicata alle band italiane ed è un trionfo. Nella line-up, oltre agli storici Enzo e Bud troviamo proprio Dario e Rolando.

I miracoli di solito si autoalimentano… in questi giorni irrompe sul mercato il “black album” del metallo italiano: The Faith della Strana Officina. In realtà di brani nuovi non ce ne sono, infatti vengono risuonati tutti i pezzi di The Ritual e Rock'n'Roll Prisoners con l'inserimento di tre chicche: le inedite (su disco) ma immancabili nelle performance dal vivo, Profumo di Puttana e Officina. La terza ciliegina sulla torta è rappresentata da Autostrada dei Sogni, tratta dal primo disco della “Strana”. Sempre dall'omonimo del 1984 sono presenti le versioni in lingua inglese di Luna Nera (Black Moon) e Piccolo Uccello Bianco (Burning Wings).

Tutti i quindici pezzi proposti, nessuno escluso, beneficiano di vita nuova: la produzione attuale restituisce potenza ai brani straight in your face come Metal Brigade/Gamblin'Man/Kiss of Death e profondità a quelli più d'atmosfera (Black Moon, Unknown Soldier, Autostrada dei Sogni). Le versioni in vinile, infatti, pur essendo più “calde” e affettivamente insostituibili, non hanno mai reso giustizia al potenziale della band: devastante dal vivo e un po' meno su disco.

Le canzoni godono di una seconda giovinezza, pur restando molto fedeli alle versioni originali, grazie alla batteria stile Scott Travis di Rolando e la chitarra implacabile di Dario. Enzo, come sempre, è un monolite di potenza ritmica, mentre Bud mi è sembrato più “profondo” nelle varie interpretazioni.

I fan della “Strana” già conoscono a menadito ogni singola traccia, per i più giovani, invece, The Faith è il miglior modo per scoprire un gruppo leggendario, del quale probabilmente finora hanno solo sentito parlare o hanno letto qualche articolo. Descrivere ogni singolo brano mi pare ingeneroso: mai come in questo caso il gusto della scoperta (o riscoperta a seconda dei casi) si può assimilare a un corteggiamento d'altri tempi, fatto di speranze, attese infinite, batticuori, bigliettini nascosti. Rivelare tutto in anteprima sarebbe come voler violentare i nobili sentimenti di una bella storia.

The Faith è il primo tassello di un nuovo cammino della Strana Officina che riprende l'insegnamento lasciato da Roberto, Fabio e Marcellino: probabilmente il miglior modo per dire loro ancora grazie da quaggiù…

Stefano “Steven Rich” Ricetti

Line-up:
Daniele "Bud" Ancillotti - vocals
Enzo Mascolo - bass
Dario "Kappa" Cappanera - guitar
Rolando Cappanera - drums

Tracklist
1- KING TROLL
2- METAL BRIGADE
3- THE RITUAL
4- ROCK'N'ROLL PRISONERS
5- FALLING STAR
6- GAMBLIN' MAN
7- BLACK MOON
8- WAR GAMES
9- DON'T CRY
10- THE KISS OF DEATH
11- BURNING WINGS
12- UNKNOWN SOLDIER
13- PROFUMO DI PUTTANA
14- AUTOSTRADA DEI SOGNI
15- OFFICINA

 
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