Recensione: The Fennoscandian Badass

Di Nicola Furlan - 13 Agosto 2012 - 0:00
The Fennoscandian Badass
Band: Hammerhed
Etichetta:
Genere:
Anno: 2012
Nazione:
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63

Quanto ancora sia vivo lo spirito che ispirò i capolavori dei Pantera lo si comprende ascoltado la seconda fatica discografica della carriera dei finlandesi Hammerhed. “The Fennoscandian Badass” è infatti un concentrato di post-thrash stile ‘panteriano’ che consegna all’ascoltatore la dedizione e le ispirazioni che gli Hammerhed hanno per la musica che usciva sul mercato a inizio anni novanta in ambito hardcore e groove metal. L’orecchio raccoglie senza particolare fatica il peso di un sound massiccio ed aggressivo, così come ci avevano abituato i grandi del passato.
Quindi, questi quaranta minuti propongono un thrash metal diretto, vario nelle idee e non necessariamente concentrato su un tipo di riff o su brani senza linee melodiche in grado di farsi riconoscere al secondo ascolto dell’album. Questo no! La band, infatti, presenta una distinta capacità compositiva e conferma, brano dopo brano (alcuni davvero riuscitissimi!), le intenzioni nel voler dar vita a un disco di personalità, dove ogni brano ricerca una propria identità. A livello compositivo ascolterete undici pezzi violenti, ma non ‘cattivi’. La grinta e l’impatto non mancano, ma alla base sembra pulsare un cuore allegro e non avvelenato dalla veemenza con cui molte band, in linea con questo modo di suonare, si esprimono.
Pena Penttinen alla voce è capace e lo dimostra per tutta la durata del disco. Forse è proprio lui il legante più forte di questo songwriting che, non di rado, dà segni di discontinuità non essendo in grado, il gruppo, di sfumare i cambi di tempo e il riffing con un’equilibrata dose di arrangiamenti. Qualche limite è riscontrabile pure nel drumming che per buona parte della prima metà dell’album scantina, sopratutto in accenti e incastri. A livello chitarristico invece nulla da dire: Harri Hytönen azzecca un sacco di giri dall’effetto dirompente, anche se, per quanto riguarda il lavoro alle sei corde, il missaggio poteva dedicarcisi un po’ di più…
Per il resto, “The Fennoscandian Badass” è una discreta release in ambito thrash, dove la componente groovy del sound emerge prepotentemente. Limiti ce ne sono, sopratutto per quanto riguarda l’abilità tecnica del batterista Grandi Rasanen e per ciò che concerne il missaggio. Considerarlo un punto di partenza sarebbe una mezza verità in quanto la percezione generale è che il quartetto si diverta alla grande, così com’è. Come biasimarli? Alla fine è pur sempre un hobby e un divertimento!

Nicola Furlan  

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Tracce:
01. Intro – 00:34   
02. F.D.A. – 03:47   
03. Dollarized – 03:47   
04. Bastardophobia – 04:39   
05. Bushmaster – 03:57   
06. Better to Burn – 03:49   
07. Inch by Blood Inch – 03:30   
08. Righteous Hammer – 04:02   
09. Legal Piece – 03:28   
10. Primitive – 03:32   
11. Few Know, Few Seek – 05:01   

Durata totale: 40 minuti ca.  

Formazione:
Pena Penttinen: Voce
Rude Rothsten: Basso
Grandi Rasanen: Batteria
Harri Hytönen: Chitarra

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