Recensione: The Hunt

inserito da

Sesto full length per il trio svedese dei Grand Magus, gruppo capitanato da Janne “JB” Christoffersson (ex cantante degli Spiritual Beggars) e primo prodotto da Nuclear Blast, altro passo in avanti nella costante evoluzione di una band già protagonista di un’ottima prova con il precedente “Hammer Of The North”, album che ha segnato un deciso cambio di rotta nel tipo di sonorità, passando dallo stoner/doom degli inizi ad un heavy metal di stampo più classico ma sempre molto espressivo.
La ricerca della melodia è la chiave di lettura di quest’ultima fatica, data da una maggiore attenzione alle parti di chitarra - soprattutto quella solista di JB - sezione che nei lavori precedenti ha solo sfiorato il suo pieno potenziale.

L’album si apre con “Starlight Revolution”: il rumore di fondo di un amplificatore seguito da un arpeggio di chitarra danno il via a quello che si rivela essere una vera e propria perla di hard rock uscita direttamente dagli anni 80. Il ritmo e la melodia sono avvolgenti e la chitarre armonizzate che danno vita all’assolo, fungono da cornice perfetta per l’esecuzione di questo pezzo. Meglio di così, non si poteva iniziare.
Con la seguente “Sword of The Ocean”, si respira aria di NWOBHM: la composizione e la cavalcata di basso continua per tutto il brano, non possono che fare venire in mente quelle di Steve Harris con gli Iron Maiden, impreziosita da un refrain al limite dell’epico che esalta la voce calda e sporca di JB. Lo stesso pathos si respira nel mid tempo “Valhalla Rising”, semplice quanto solido nella sua struttura, fulgido esempio di heavy metal suonato con idee e con la giusta attitudine. Un discorso facilmente applicabile anche per “Storm King”, brano che si fregia di uno degli assolo migliori di tutto l’album, oltre che di un ritornello degno dei migliori Manowar.

La sezione hard’n heavy, continua con “Silver Moon”, dai toni abbastanza lineari, ma che si fa forte di un coro coinvolgente e mai pomposo. È poi tempo di title track: “The Hunt” brano epic, di buona fattura, che segna però  anche un momento di stanca dell’album. Sensazione che viene subito fugata dalla successiva “Son Of The Last Breath”, pezzo di una bellezza rara, suddiviso in due parti: una prima più orchestrale e dai tratti folk, dove risuona la baritonale voce di Johnny Hedlund degli Unleashed per l’occasione, ed una seconda più aggressiva dall’incedere marziale, chiusa sul finale da un delizioso arpeggio di chitarra.
Senza dare il tempo di riprendersi dal capolavoro appena concluso, si è subito assaliti dalle potenti chitarre e dalle sonorità maideniane di “Iron Hand”, che riportano subito l’ascoltatore con i piedi ben piantati nel terreno, e lo preparano a “Draksaad”, episodio conclusivo e dal deciso taglio hard rock anni 70.

Con “The Hunt”, i Grand Magus rispolverano e ripropongono, in una chiave decisamente più attinente al presente, sonorità che da un certo punto di vista possono essere considerate tradizionali, ma lo fanno con stile e personalità, senza cadere preda di pericolose derive moderniste che non farebbero altro che sminuire il valore di una delle realtà heavy più in forma di questo inizio decennio.
Chi già ha esperienza con i Grand Magus, non potrà che confermare il fatto che con questo lavoro la band di Janne “JB” Christoffersson si conferma gruppo eccellente.

Chi invece ancora non li conosce ed è fiero appassionato di heavy metal nella sua forma più classica, non potrà correre rischi nell’acquisto dell’ottimo “The Hunt”.

Discutine sul forum nel topic dedicato!

Tracklist:


1)    Starlight Slaughter
2)    Sword Of The Ocean
3)    Valhalla Rising
4)    Storm King
5)    Silver Moon
6)    The Hunt
7)    Son Of The Last Breath
8)    Iron Hand
9)    Draksadd

Line up


Janne Christoffersson – voce, chitarra
Fox Skinner – basso
Ludwig Witt – batteria





 

 
75