Recensione: The NeuroSpirit Lives [Dvd + Cd]

Di Stefano Ricetti - 13 Settembre 2013 - 0:11
The NeuroSpirit Lives [Dvd + Cd]
Band: Bulldozer
Etichetta:
Genere:
Anno: 2013
Nazione:
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76

Duri, feroci, violenti, persino cresciuti rispetto al come-back sulle scene celebrato ai Magazzini Generali in un freddissimo pomeriggio milanese del dicembre 2009. Questi i Bulldozer 2012, che stanno vivendo una seconda e forse ancor più florida carriera grazie a giovani e fondamentali innesti nella line-up. Un vero muro di suono, quello riversato sulla platea dalla premiata ditta Contini, Panigada & Co. capace di spazzare via, a dire di molti, le prestazioni di alcune band straniere esibitesi in precedenza. Impressionante il lavoro del tentacolare Manu Collato dietro i tamburi, così come feroci e precise si sono confermate le performance di Giulio “Ghiulz” Borroni alla chitarra e Pozza al basso. Accanto a classici della musica dura del calibro di Ilona the very Best, The Derby, Impotence, Whisky Time e la recente Use Your Brain i Bulldozer per l’occasione hanno rispolverato antiche perle mai eseguite dal vivo come Mysoginists e The Final Separation, quest’ultima inedita riferita solamente alla formazione attuale. AC Wild si è confermato elemento tanto carismatico sul palco quanto disponibile con i fan nei fuori onda prima del concerto, stessa cosa per Andy Panigada, altra imprescindibile icona del Metallo Italiano. Finale affidato alla sulfurea Willful Death, che ha lasciato il meritato spazio alle tastiere di G.C., figlio di AC Wild, appena prima che tutta la band si mettesse in riga per i sentiti e riconoscenti saluti al pubblico, con le prime file provate da un devastante e ininterrotto pogo d’altri tempi.                  

Questo scrivevo nel settembre 2012 a commento dell’esibizione incendiaria dei Bulldozer di Ac Wild e Andy “Bull” Panigada tenuta in quel di Trezzo sull’Adda durante il Rock Hard Festival III. Orbene, per i molti che si sono persi quella enorme colata di Metallo venato di Thrash (ma non solo) oggi vi è l’occasione di rimediare. Il package cartonato di The NeuroSpirit Lives infatti racchiude l’intero concerto dei milanesi sia in versione Dvd che Cd. La confezione è minimalista, nessun booklet di sorta né effetti speciali, solo musica violenta  vomitata a tutto volume a suggellare per sempre un happening davvero indimenticabile.        

La recensione riguarda il Dvd, in quanto il Cd non fa altro che riportare lo stesso concerto nel suo formato audio. Grande la resa visiva del prodotto, con diversi cambi di inquadratura e una qualità d’immagine al passo con i tempi. Più che un concerto la celebrazione definitiva dei “nuovi” Bulldozer dopo il ritorno avvenuto nel 2009. Una band compatta, rodata da tempo che spacca forse anche oltre le più rosee aspettative, anche e soprattutto a livello di attitudine. I Bulldozer, come in passato, mirano all’essenziale: tanta musica, tanta brutalità e pochi fronzoli. Manu Collato dietro i tamburi è una macchina da guerra – ulteriormente testimoniato dalle riprese contenute in The NeuroSpirit Lives -, la tecnica chitarristica di Ghiulz Borroni è assolutamente funzionale ad Andy Panigada e Pozza, con il basso originale di AC Wild griffato AC Milan è un martello inesorabile. A chiudere il cerchio Gio, il figlio del cantante, alle tastiere.

I cingolati meneghini si divertono e fanno divertire il pubblico, con la saggia dose di ironia, immortalata dalle corna di camoscio montate sull’asta brandita da AC Wild, nero nocchiero avvolto da mantello che sa sciorinare, alla bisogna, antichi sguardi malvagi dalle ciglia aggrottate nonché la necessaria mimica garbata per far comprendere il “profondo” testo di Ilona the very Best, trattato di hard applicato ieri come ora e sempre. Tornando alla musica, le mazzate che si susseguono senza pietà hanno i nomi di IX/Desert! (medley) e The Derby, impressionanti per potenza di fuoco elargita, con quest’ultima dedicata all’organo genitale femminile e non all’AC Milan, come di consuetudine. Minkions è la sempiterna cavalcata impazzita e AC Wild, signorilmente, NON dice a quale big band venne dedicata quando fu scritta, da rimarcare, poi, l’epica malata di The Final Separation e Willful Death, senza contare la “prima” assoluta in sede live di un classico, a proprio modo, come Misogynists. Questi solo alcuni spaccati di un gig portato avanti con la grazia di un bulldozer, per l’appunto…

The NeuroSpirit Lives: prodotto italiano fiero di esserlo, basti sapere che i sottotitoli sono in lingua inglese…

 

Stefano “Steven Rich” Ricetti

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