Recensione: The Night of Nights - Live

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Un sibilo

 

Un sibilo rivitalizza molecole che ora danzano ad animare la notte immota. 
E’ tempo di inseguire quel richiamo? Di certo non è possibile ignorarlo. 

Come in fondo non avrei potuto ignorare la mia stessa essenza. Accarezzo la notte stellata. In viaggio attraverso racconti antichi. Perdendomi nel tempo. Solo così è possibile percorrere quella via che conduce all’ennesima porta, di la della quale fluttua un altro sogno. 

 

C’era una volta in un bosco antichissimo

 

In fondo quella porta gli Elvenking l’hanno attraversata tra il 1997 e il 1998. Aydan e Jarpen, poi Damna ci avevano creduto e quel sogno è andato probabilmente oltre le loro aspettative. Miscelarono il folk con il metal sulle orme dei leggendari Skyklad dei primi anni 90 e diedero alla luce un demo intitolato “The Oak Woods Bestowed” che poi confluì nel loro album d’esordio “The Heathenreel”.  Ci furono diversi cambi di line up e per due anni dal 2002 al 2004 Damna è stato rimpiazzato da Kleid con cui diedero alla luce la loro secondo album intitolato “Wyrd” del 2004. Due anni trascorrono da quell’album e appianate le divergenze, torna in formazione Damna. Gli Elvenking rilasciano nel 2006 “Winter Wake” e gli antichi dei del Power Metal annuiscono con massimo benevolenza. Non che fossero stati solo folk, ma con quest’ultimo lavoro vi sono parecchi brani in up-tempo, le melodie si arricchiscono di influenze hard rock [Damna non mancherà di rendere omaggio a Belinda Carlisle con una cover di “Heaven is a Place on Earth” contenuta nell’album intitolato “Two Tragedy Poets (…and A Caravan Figures)” del 2008], ma  grazie alla timbrica versatile di Damna riescono poi a seguire traiettorie folk disegnate da chitarra e violino. Dal vivo questa formula musicale rinnovata si materializza in un’energia deflagrante dove ogni strumento diventa essenziale per mantenere un equilibrio elegante tra melodia ed energia.  Scorrono gli anni e si succedono ottimi lavori in cui, seppur nella loro coerenza di stilistica/concettuale, provano diverse soluzioni. Il compimento del loro sogno si materializza nell’ultimo album intitolato “The Pagan Manifesto” del 2014, la massima espressione artistica degli Elvenking riconosciuto anche all’estero (anche da buona parte della critica) come uno dei migliori di quell’anno, a cui seguirà alcune date per il tour europeo a supporto di Gamma Ray e Rhapsody of Fire

 

Noi siamo qui. Pordenone, 02/05/2015, DISC 1-2 – live.

 

Il 2 Maggio 2015 gli Elvenking chiamano a raccolta i fan italiani (e non) a celebrare circa tre decadi di attività e lo fanno proprio nelle loro terre per esibirsi in un concerto che diventi omaggio alla loro storia e a quella dei loro fan.  Il luogo prescelto per l’evento è il DEPOSITO Concerto Hall di Pordenone. A distanza di qualche mese gli Elvenking rilasciano il DVD/2CD intitolato “The Night of Nights - live” che include la registrazione audio e video di quell’evento. Come sono andate realmente le cose? 
Intanto mi ritrovo per le mani un digipipack con una bellissima copertina disegnata da Samuel Araya in cui è raffigurata una figura femminile armata di violino mentre volteggia al di sopra di tre musici che suonano nella notte in divenire. 
Il booklet include informazioni e fotografie varie dell’evento. Colpisce da subito la tracklist che elenca 25 tracce suddivise in due CD. Ci troviamo davanti quindi ad un concerto di più di due ore di musica in cui gli Elvenking celebrano passato e presente. 
Come incipit è stato scelto il brano strumentale “The Manifesto” che è la prima traccia di “The Pagan Manifesto” a cui normalmente seguirebbe il bellissimo brano della durata di circa dodici minuti intitolato “King of the Elves”, invece gli Elvenking scelgono di indossare il mantello dei supereroi e volare nella stratosfera con “Trows Kind” dall’album “The Winter Wake”. L’esclusione del brano dal minutaggio elevato è da leggersi soprattutto nella scelta degli Elvenking di non sottrarre tempo e diversamente distribuirlo trasversalmente alla discografia con una predilezione marcata per alcuni album: “The Winter Wake” (da cui sono estratti ben cinque brani), da “Heathenreel” (da cui sono estratti quattro brani) e da “The Pagan Manifesto” (da cui sono estratti 3 brani più l’intro).  La set-list irradia energia esaltata dalla prestazione del gruppo che dal vivo è in grado di far danzare, saltare, pogare e cantare a squarcia gola il pubblico attraverso ogni singola nota. La voce di Damna non si risparmia di certo e alla precisione, all’eventuale ricamo preferisce metterci tutta la grinta possibile. Lì sta una delle chiavi per apprezzare sia questo album live che i concerti degli Elvenking: la loro capacità di trascinare il pubblico illudendoli che in fondo il loro gioco di prestigio sia semplice. 
Tornando alla Notte delle Notti gli Elvenking riservono almeno un paio di sorprese. Infatti nella traccia “Seasonspeech” a mettere in scena il dialogo tra le stagioni vengono chiamate come ospiti Chiara Tricarico dei Temperance e Isabella Tuni dei Cellulite Star. Le due voci femminili caricano di colori un brano che è un una folle corse tra colline ripidissime e improvvisi squarci di luce a riscoprire boschi antichissimi. O qualcosa così. L’altra sorpresa si nasconde nell’ultima traccia intitolata “Pagan Purity” tratto da “Heathenreel” che vede il ritorno alla chitarra di Jarpen e Gorlan al basso, ex membri degli Elvenking. Chiudere il live così significa in fondo ricordare che il passato anche prossimo (Gorlan ha lasciato la band nel 2012) e quello remoto (Jarpen assieme all’amico Aydan getta il primo seme per la fondazione degli Elvenking) devono coesistere perché il sogno degli Elvenking posso continuare a librarsi e soffiare nei cuori della gente. 
Le migliori di “The Night of Nights - live”? Il mio cuore di fan è ottenebrato e intontito, barcollando rispondo “The Loser” perché quel perdente folle si nasconde nella mia anima da sempre e coincide forse con l’idea stessa della musica interpretata dagli Elvenking. Poi adoro “Elvenlegions” perché è dedica ai fan oltre che essere brano di un’immediatezza bellissima. Per non parlare di… Dai non scherziamo, i brani contenuti in questo doppio cd live sono bellissimi tutti e basta (“From Blood to Stone”, ok, non ho saputo resistere).

 

La Notte tra le Notti. DVD

 

Dal menù è possibile accedere direttamente al concerto, selezionare le canzoni che interessano oppure visualizzare i video ufficiali della band rilasciati ad oggi. Malgrado mi piaccia l’idea degli extra passo direttamente al concerto di Pordenone. Si susseguono frame introduttivi, in un bianco e nero, che alterna momenti prima del concerto e. Gli Elvenking salgono sul palco e torna il colore. Le immagini sono di ottima qualità e l’audio non ha incertezze. Il palcoscenico è allestito in maniera sobria in modo similare agli ultimi concerti degli Elvenking. Le camere cambiano di frequente angolazione moltiplicando i punti di vista, inserendo anche passaggi in bianco nero. La frequenza dei cambiamenti sembra seguire il ritmo stesso della musica. L’approccio è similare alle moderne produzione dei video live, dove prevale un approccio di alternanza tra campi e piani in un dialogo serrato. Il video si lascia guardare piacevolmente grazie a brani che irradiano intensità e alla presenza carismatica degli Elvenking sul palco.  Ulteriori piccole sorprese disseminate lungo il il filmato le lascerò scoprire allo sguardo curioso dell’eventuale spettatore.

 

Mi tolgo la maglietta degli Elvenking. (Conclusione)

 

Gli Elvenking pubblicano il primo live della loro lunga carriera qualcosa che negli intenti li rappresenti al meglio e che non sia celebrazione fine a stessa, ma omaggio alla musica e i fan che li seguono fedelmente ormai da tempo e per questa occasione speciale sono giunti da ogni parte del mondo (non a caso Damna parlerà al pubblico per la maggior parte del tempo in inglese).  Un doppio cd di più di due ore di musica in grado di certo di attraversare tutta loro discografia, ma la scelta della band è quella di dare più spazi ad alcuni album e meno ad altri. Preferenza che in qualche modo penalizza alcuni dischi bellissimi come ad esempio “The Scythe” di cui spiace non siano stato inserite sia la bellissima title-track che “Poison Tears”. Detto questo, vista la lunga discografia, mi rendo conto che in ogni caso qualche brano di ottimo livello sarebbe stato escluso in ogni caso. Avrei preferito solo un pò più di equilibrio.  
I suoni? Sono ottimi, puliti e ben bilanciati. Tutti gli strumenti sono perfettamente leggibili e la voce è davvero vicina a restituirti le emozioni di un loro concerto dal vivo. Se quindi le canzoni hanno una resa davvero viva all’orecchio dell’ascoltare, quello che invece viene meno in parecchi brani è la vivacità dei cori del pubblico che rimangono leggermente soffocati.
In ultima analisi “The Night of Nights” dei Elvenking è davvero molto buono sia per chi non ha mai avuto la fortuna di vederli dal vivo che per quelli che si approcciano per la prima volta alla loro musica, i brani sono davvero tutti di ottimo livello e suonati con un’intensità davvero unica.

 

Elvenking sono:

voce: Damna
chitarra: Aydan
chitarra: Rafahel
violino: Lethien
basso: Jakob
batteria: Symohn

….that’s all folks!…ah no dimenticavo qualcosa… 

 

 

MARCO GIONO

 
70