Recensione: The Old School EP

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Giunti alla boa dei trent’anni di carriera e dopo aver dato alle stampe una serie di album, EP, live e singoli in grado di tracciare la storia del metallo tricolore e – in più d’un occasione – di scatenare furiosi flame ante litteram tra gli appassionati, gli Extrema non hanno certo bisogno di presentazioni.

A distanza di ormai tre anni dalla pubblicazione dell’ottimo “The Seed Of Foolishness” e in attesa di risentirli all’opera con del nuovo materiale, con l’uscita del nuovo “The Old School EP”, Massara, Perotti & C. colgono l’occasione per riproporre in un'unica uscita cinque tracce originariamente composte nel 1987 (poco dopo l’uscita dell’EP “We Fuckin’ Care”) e finora mai ufficialmente pubblicate ad eccezione di “Life” ("Tension At The Seams”, 1993).

Oltre alla citata “Life”, su “The Old School EP” trovano spazio altri pezzi nel frattempo divenuti dei classici live della band meneghina (come “Child Abuse” e la strumentale “M.A.S.S.A.C.R.O.” seguite da “Tribal Scream” e “Carcasses”, quest’ultima mai registrata nemmeno in formato demo/bootleg e qui valorizzata da un funambolico assolo ad opera di Ralph Salati dei Destrage) cui si aggiungono una versione dal vivo di “Life” a dir poco ferina e l’efficace tributo allo scomparso Lemmy con una riproposizione in salsa extremistica dell’immortale “Ace Of Spades”.

Tutte e sette le tracce proposte mettono in risalto – come lecito attendersi – il lato più puramente thrash old school dei milanesi, magari messo un po’ in ombra dal perpetrarsi della svolta groove di “Tension At The Seams”, ma che non ha mai smesso di essere parte integrante del loro modo di intendere il metallo. È inoltre giusto ed opportuno rimarcare che pur che si tratti di registrazioni effettuate nel 2016, gli Extrema non tradiscono la perdita di una sola oncia di quell’energia che da sempre li contraddistingue, trascinati dal riffeggiare thrash/hardcore di Massara e dalle linee vocali di un GL più incazzato che mai. Ottima e convincente anche la prova del nuovo entrato Francesco La Rosa alla batteria, autore di una performance interamente votata all’impatto e alla velocità.

Che facciano thrash old school o groove metal o che magari si dilettino pure ad incorporare qualche stilema di anagrafica più recente, poco importa: questi sono gli Extrema e checché se ne dica il loro sporco lavoro l’hanno sempre fatto e continuano a farlo da più di tre decenni a questa parte. Prendere o lasciare, ma finché dalle casse usciranno energia, sudore ed attitudine noi prendiamo volentieri...

Stefano Burini

 
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