Recensione: The Power Of Nature

Di Francesco Prussi - 15 Giugno 2005 - 0:00
The Power Of Nature

Finalmente esce The Power of Nature primo live album della storia dei Dare, colmando una lacuna nella discografia della band ancora immune da pubblicazioni dal vivo. Registrato in una serata di pioggia a Monaco di Baviera, davanti ad un pubblico non numeroso ma desideroso di far sentire il proprio supporto alla band, il cd consta di dieci canzoni per un’ora scarsa di musica. Pochi per poter apprezzare la proposta di questo grande gruppo che ormai può contare su un repertorio solido e maturo, consolidato da cinque splendidi lavori in studio. Sinceramente mi aspettavo un disco più consistente e nonostante la mia delusione (non so se l’esibizione fu più lunga), il lavoro suona molto live e si lascia apprezzare, anche per la prestazione del gruppo che suona molto compatto affrontando con perizia tecnica i brani del periodo Vinny Burns. Un’altra considerazione balza subito all’occhio, scrutando la set list non figura alcun pezzo dal primo album, ma inserendo il cd nel lettore si scopre l’inganno. La bella Into The Fire diventa The Fire, Return The Heart si trasforma in We Will Return, mentre King Of Spades è rinominata Song For A Friend (The King). Manovra che sfugge alla mia comprensione ma che in ogni modo non snatura la splendida musica dei Dare.

Aprono le danze quattro pezzi dall’ultimo lavoro in studio, Sea Of Roses, Storm Wind, Where Darkness Ends e Silent Hills che dal vivo non perdono il proprio potenziale evocativo.  Molto particolare è la voce di Darren calda e profonda sempre in grado di far sognare l’ascoltatore. Poi è la volta di Some Day, unico rappresentante dell’ottimo Calm Before the Storm del 1998. A seguire arrivano gli estratti dal magnifico Out Of The Silence, tra cui spicca la sognante ballad Song For A Friend (The King), dedicata all’indimenticabile Phil Lynott unico depositario di un nome che è diventato leggenda per ogni rockers che si rispetti. Dal bellissimo Belief sono estratti due gioiellini come Silent Thunder e la splendida White Horses posta in chiusura di set.

In conclusione mi sento di affermare che l’album è bello, certo magari si poteva pretendere qualcosa di più, ma che ci volete fare dai propri gruppi preferiti si desidera sempre il massimo e non si è mai contenti.

Per quanto riguarda la versione video il discorso cambia in maniera sostanziale, in quanto non tutto pare sia andato nel modo giusto. Probabilmente la giornata di pioggia deve aver rovinato non poco le riprese, perché alle immagini del concerto sono sovrapposti paesaggi molto belli e affascinanti che danno al tutto un tocco new-age ma che in ogni caso distraggono l’attenzione dalle immagini on stage. Non parliamo dell’immagine di Darren, continuamente in primo piano ed alquanto fuori luogo, fattore che contribuisce a sminuire l’atmosfera del concerto in maniera evidente, dando al tutto un senso di falso e costruito. Mi spiace doverlo dire ma il dvd mi ha profondamente deluso e personalmente preferisco gustarmi la versione audio, in quanto molto più appagante del video. 

Oltre al concerto, nella sezione bonus c’è un’esauriente intervista al leader della band che ripercorre le tappe fondamentali della sua carriera, più il video clip di Deliverance da Calm Before The Storm.

La scaletta è uguale al cd senza nessuna variazione.

 

  • Sea Of Roses
  • Storm Wind
  • Where Darkness Ends
  • Silent Hills
  • Some Day
  • Silent Thunder
  • The Fire
  • We Will Return
  • Song For A Friend (The King)
  • White Horses