Recensione: The Sons of Odin

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Ladies and Gentlemen, from United States of America, all hail… Manowar.

Se nel nostro mondo, quello dell'heavy metal, esiste un gruppo che non ha bisogno di futili presentazioni beh, questo gruppo risponde con un monicker chiaro e conciso: Manowar.
Sono tornati, finalmente, con quei brani inediti che reclamavamo da quattro lunghi anni e dopo una manciata di DVD, ottimi per placare l'ansia frenetica di un'attesa infinita ma insufficienti a contenere la sofferenza per un disco promesso che non arriva mai.

L'antipasto è servito su un piatto di platino. L'Immortal Edition dell'EP intitolato The Sons Of Odin ha raggiunto, come uno Tsunami provocato da Mjollnir, martello di Thor, la mia scrivania, i vostri scaffali e quelli di ogni negozio “metallico” che si rispetti, con un obiettivo presto dichiarato: distruggere tutto ciò che incontra sulla propria strada.

Joey De Maio, storico bassista e mastermind dei Manowar, con la consueta “flemma” che lo contraddistingue ha commentato in questo modo l'idea di pubblicare un singolo che avrebbe preceduto il nuovo album: “As always, we wanted to give our fans – the greatest fans in the world – someting extra”. Da sempre infatti i guerrieri americani vivono con un motto piuttosto colorito: “la nostra musica è la più grande, la più potente, la più veloce la più dura e la più pesante di tutte”, e lo stesso inno, bigger, louder, faster, harder and heavier fotografa con precisione questo The Sons Of Odin.

Bigger: la confezione rossa dell'edizione limitata è qualcosa di veramente “grosso”. Ingigantita dalla presenza di un DVD che andremo a spulciare più in la, l'immortal edition si presenta corposa e abbondante. Peccato per il disegno un po' troppo (volutamente) retrò e approssimativo con lo storico Ken Kelly che si fa perdonare attraverso l'eccelsa illustrazione che riempie il booklet interno.

Louder: la produzione di The Sons Of Odin riesce a far impallidire anche il più impavido dei produttori. Mi vengono in mente i più ricercati (e a ragione) di questi ultimi anni, Andy Sneap e Sasha Paeth: i Manowar vincono per KO tecnico regalandoci un prodotto col rapporto pulizia dei suoni/potenza fuori dal comune. Non dimenticatevi del DVD che, tra le altre chicche, ci permette di riascoltare tutto l'EP in Dolby Surround 5.1.

Faster: come il singolo proposto nell'ultima versione dell'Hell on Heart, King of Kings, qui ripubblicato nella versione live suonata per la prima volta all'Earthshaker Fest di Geiselwind, Germania, nel 2005. Io ero là e, nonostante l'eccellente registrazione dell'intro, The Ascension e del pezzo singolo menzionato, posso assicurare che non avrete la percezione del terremoto scatenato dai nostri durante quella esibizione.

Harder: come le perle inedite del disco. Odin, una delle introduzioni teatrali più epiche di sempre, introduce come meglio non si poteva fare l'anthem battagliero intitolato (guarda un po') The Sons of Odin, efficace ed esplosivo in ogni accordo ad esso dedicato. Sette minuti di pura passione vichinga dominati da un Eric Adams ad aprire il varco in prima linea e illuminati da un coro che, statene certi, vi tormenterà vita natural durante. Più sostenuta invece Gods of War, aperta dallo spartito assegnato a Karl Logan (poi autore di un solo spettacolare), accompagnata dal clangore delle spade e trascinante come la gloriosa marcia di Army of the Immortals.

Heavier: come il bonus DVD all'interno della confezione. Un lungo e piuttosto dettagliato resoconto della Fan Convention tenuta in quel di Geiselwind tenterà di convincervi che prenotare il DVD dedicato a quella manifestazione e di imminente uscita è cosa buona e giusta. Provate poi a cliccare sull'opzione Heart of Steel, il video del pezzo nella versione in lingua tedesca girato al festival con l'ausilio dell'orchestra di 100 elementi apparirà in tutto il suo splendore infine, date uno sguardo al relativo trailer promozionale: chiametelo pure “indurre in tentazione”.

The Sons of Odin riesce nella titanica impresa di aumentare il livello della già intensissima ansia causata dall'attesa del nuovo disco.
Un EP da ascoltare tutto d'un fiato privo di sostanziali punti deboli e capace di mantenere inalterato lo spessore qualitativo dei vecchi capolavori degli unici e inimitabili Kings of Metal.


Gaetano “Knightrider” Loffredo

Tracklist CD:
1.The Ascension
2.King of Kings
3.Odin
4.Gods of War
5.The Sons of Odin

Tracklist DVD:
Fan Convention Documentary
Heart Of Steel (Choir and Orchestra Rehearsal – Czech Republic)
Earthashaker Fest 2005 (Promotional Trailer)
Slideshow
5.1-Surround Sound Mixes EP

 
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