Recensione: The Soundhouse Tapes

Di Eugenio Giordano - 30 Settembre 2003 - 0:00
The Soundhouse Tapes
Band: Iron Maiden
Etichetta:
Genere:
Anno: 1979
Nazione:
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93

L’inizio di una leggenda, questo “The Soundhouse Tapes” rappresenta per molti di noi qualcosa di più di un semplice oggetto di culto, è un platter che ha del mitico, qualcosa di sacro da conservare con cura, il primo passo della band metal più importante della storia. Negli anni molti hanno alimentato il mito intorno a questo lavoro, vuoi per la sua difficilissima reperibilità, vuoi per il successo planetario che i Maiden raggiunsero in seguito, comunque i brani che trovate su “The Soundhouse Tapes” sono stati registrati nella notte tra il 30 e il 31 dicembre del 1978 agli Spaceward Studios di Cambridge. Il già esigentissimo Steve Harris decise di affidarsi alla Rock Hard Records, sotto la guida di Neal Kay, dei Soundhouse, per licenziare questo lavoro in una tiratura iniziale di 5000 copie con lo scopo di ottenere a breve un contratto con la Emi, il resto è storia. La formazione dei Maiden all’epoca vedeva Paul DiAnno al fianco di Steve Harris e Dave Murray, alla batteria c’era Doug Sampson.

La band possedeva già chiaramente le caratteristiche distintive che l’avrebbero resa una colonna portante del metal classico, la prima “Iron Maiden” si diversifica dalla versione successivamente registrata sull’omonimo full-length per il ritmo che qui appare leggermente rallentato, mentre il cantato di DiAnno esprime già tutta la potenza e la classe di un singer destinato a rimanere nella storia. Con “Invasion” i nostri pongono le fondamenta del loro sound inconfondibile, questa canzone diverrà “Invaders” dopo alcune modifiche del testo e della melodia, il testo si ispira alle vicende belliche dei Vichinghi. Ufficialmente il platter si chiude con “Prowler” che non si diversifica molto dalla versione presente sul full-length “Iron Maiden” anche in questo caso i ritmi sono più rallentati e alcune parole sono diverse ma l’ossatura del brano è la stessa. Ufficialmente “The Soundhouse Tapes” finisce qui, per anni Steve Harris ha occultato, a causa di una registrazione non all’altezza, la quarta traccia “Strange World” che di fatto è un inedito di valore assoluto dimenticato fino al 1996 quando uscì il doppio cd antologico “Best of the Beast” che la riportò alla luce.

Gli anni e i successi dei Maiden non fanno che aumentare il valore di questo “The Soundhouse Tapes” continuando ad alimentare un mito che ormai non conosce tempo. Up the Irons !

1. Iron Maiden
2. Invasion
3. Prowler
***************
4. Strange World

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