Recensione: The Unrevealed Secret

Di Luca Montini - 14 Dicembre 2016 - 0:00
The Unrevealed Secret
Band: Eternal Idol
Etichetta:
Genere: Power 
Anno: 2016
Nazione:
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75

Un segreto è tale solo fino al momento del suo disvelamento, complesso come la sfera armillare illustrata nell’artwork di “The Unrevealed Secret”. Due figure su di essa: una femminile, positiva, ci invita al silenzio. Ciò che è arcano va preservato. Alle sue spalle una più tetra ed oscura incombe minacciosa. Sono forse i due spiriti prescelti ad intraprendere il cammino della verità? 
La prima protagonista del nostro viaggio è indubbiamente lei, Giorgia Colleluori, giovanissima (classe 1995) figlia del batterista Camillo, entrata in forze agli Hollow Haze nel 2015. Eravamo in attesa del nuovo lavoro della band di Nick Savio, di un degno successore degli stargate e delle piramidi di “Memories of an Ancient Time” (2015), quando d’improvviso l’annuncio: nuovo moniker, “Eternal Idol”, per una nuova band con una nuova lineup: a Nick Savio (chitarre, tastiere), Camillo Colleluori (batteria) e Giorgia Collelluori (voce) si aggiungevano i nuovi innesti di Andrea Buratto dei Secret Sphere (basso) e la seconda voce, stavolta maschile: il ritorno di Fabio Lione, già presente nel superlativo “Countdown to Revenge” (2013) e co-autore del disco successivo. Qualche tempo dopo il cantante pisano, attualmente impegnato a tempo pieno anche con Angra e Vision Divine, ha lasciato i suoi Rhapsody of Fire, incrementando in maniera spropositata l’hype per questa release.

Il risultato di quest’alchimia è un lavoro decisamente moderno, promosso dalla sempre attenta Frontiers Records: una prima esperienza a due voci per Fabio Lione che rifugge facili categorizzazioni; un disco song-oriented estremamente votato alla melodia, in cui è sempre presente un importante impianto sinfonico come nella band di provenienza ma che non rifugge momenti più hard rock ed heavy classico, alternati a momenti più power… il tutto con la talentuosa Giorgia (intervistata da Truemetal) che a sua volta si discosta dagli stereotipi del genere, arrivando in alcuni momenti a lambire il blues e dimostrando una buona personalità. 
Il disco parte molto bene, con un brano diretto come “Evil Tears” in cui il riffing di Nick Savio e la strofa di Giorgia ci accompagnano al ritornello che fa un po’ Vision Divine. Fabio mostra fin da subito i suoi colori espressivi e la sua teatralità, dal rabbioso al cupo voce e pianoforte.
Avanti tutta con il singolo “Another Night Comes”, un mid-tempo più radiofonico che di nuovo mette in mostra un interessante dialogo tra le due voci. “Awake in Orion” è un brano che si struttura attorno ad un ritornello diretto e tagliente, con un dolce intermezzo acustico ed un bel lavoro sul solito background sinfonico che ad ogni ascolto regala qualcosa di nuovo. 
Tra le mie del lotto: “Is the Essence Far From God?”, col suo arpeggio acustico in apertura che ricorda Asturias di Albeniz; brano che vede protagonista principalmente Fabio nella strofa e nel bridge, sempre pregni di melodie e linee vocali intrecciate, fino al ritornello potente e positivo su blast beat che ribadisce con veemenza il titolo del brano. Di ritorno su lidi cupi ed opprimenti con “Blinded”, brano che vede protagonista il solo Fabio in versione oscura, grave ed enigmatica col suo leggendario vibrato, pezzo che non riesce a decollare per una certa linearità nelle linee vocali, nonostante l’impeccabile prova tecnica.
Giorgia sale di nuovo sul palcoscenico per “Sad Words Unveiled”, nuovamente in un botta e risposta tra le due voci su un manto di tastiere, con un bell’assolo del vulcanico Nick Savio.
Giro di boa per “Desidia”, in cui prende il sopravvento l’aspetto interpretativo e teatrale dei due protagonisti nella strofa: un sussurrante Lione dialoga con la voce più grave e jopliniana della Colleluori, più canonico il ritornello. Molto profondo anche l’intermezzo violino e pianoforte a metà brano che prelude all’ultimo refrain. 
Segue un altro highlight di The Unrevealed Secret”: si tratta di “Halls of Sins”, brano che parte a voce e chitarra acustica per poi pigiare il bottone del NOS alla batteria di Camillo, in un pezzo che ricorda finalmente il mitico “Countdown to Revenge”, con il cantante pisano grintoso a condurre l’assedio, raggiunto dalla collega a sua volta sugli scudi in un ritornello tiratissimo. Anche Nick ci mette del suo con lo shredding, supportati dalla sezione ritmica poderosa di Colleluori e Buratto nel brano più muscolare del lotto.
Seconda uscita di scena per Giorgia in Feels Like I’m Dying, per un brano nuovamente oscuro che conduce il protagonista in un mondo straniante, quasi un lamento o una richiesta di aiuto mentre il ritmo incalza a sottolinearne il progressivo obnubilamento della lucidità.
Ad una posizione decisamente avanzata troviamo finalmente la ballad “A Song in the Wind”, secondo singolo estratto dall’album. Nella prima metà del brano le due voci si accarezzano, si sovrappongono, si scontrano, si avvicendano, si confrontano, si specchiano e si respingono senza soluzione di continuità. L’assolo è solenne ed una grande malinconia se ne va come una melodia lontana trasportata dal vento.
Battere e levare sui tamburi ed un refrain di tastiera in apertura per “Stormy Days”, terzo brano composto e cantato dal solo Fabio Lione, solite orchestrazioni di qualità ma poco ficcante il ritornello, che palesa uno dei maggiori punti deboli del disco: forse sarebbe stato meglio sperimentare ulteriori soluzioni melodiche con le due voci in tutti i brani, o in alternativa rendere ancora più caratterizzati quelli a una sola voce, per evitare che brani come questo finiscano in secondo piano. 
Molto più convincente la conclusiva “Beyond”, con una melodiosa strofa che apre su batteria e basso e procede in un crescendo di energia e personalità che conferma l’ottima prova al microfono di Giogia Colleluori, qui in veste di solista; brano suggellato dal solito, pulitissimo e puntuale assolo di Nick Savio.

The Unrevealed Secret” è un disco genuino, equilibrato, suonato da professionisti che non hanno ancora raggiunto la meritata visibilità dopo tanti anni di dedizione a quell’Idolo Eterno che è il metallo. Una prevedibile conferma per una formazione in parte già collaudata, una piacevole sorpresa per l’alchimia creatasi tra le due voci, al debutto assoluto per la giovane Giorgia Colleluori. Un lavoro molto gradevole che non va certamente giudicato al primo ascolto, capace di brillare anche (ma non esclusivamente) grazie alla presenza di una leggenda come Fabio Lione in lineup, reificatasi come una delle infinite evoluzioni possibili degli Hollow Haze. Si chiude così il sipario per gli Eternal Idol, al termine del primo tempo, tra gli applausi di una platea sempre più curiosa per il futuro di questa band. Tempo per il gruppo di concentrarsi sull’attività dal vivo nelle prime date europee già schedulate, mentre nuove intuizioni ed idee inizieranno a fare capolino per traghettare i ragazzi verso il 2017, in attesa del nuovo album. Il segreto non è ancora stato rivelato, e dovremo attendere ancora il secondo capitolo per scoprirne la misteriosa chiave. 

Luca “Montsteen” Montini
 

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