Recensione: Three Decades Live at the Kultursaal Theatre

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Sabato 22 ottobre 2016 si tenne in quel di St. Michael Eppan, in provincia di Bolzano, un concerto per celebrare ma anche festeggiare i trent’anni di carriera di una band che se n’è sempre fregata di rincorrere il trend del momento, puntando esclusivamente al proprio focus, che poi nello scorrere del tempo ha assunto le sembianze di un’entità che probabilmente dovrebbe tornare a godere delle luci della ribalta un po’ in tutti gli ambiti: la tradizione. 

Il mondo corre troppo veloce e rende tutto superficiale. Non per i Feline Melinda.  

Sin da quando se sbatterono di non essere abbastanza duri a metà anni Ottanta, i bolzanini rimangono fedeli a sé stessi: Three Decades - Live at the Kultursaal Theatre è un Cd incastonato in un digipak che fotografa musicalmente tre decenni di fede, declinati in diciassette episodi alive.  

Il cavallo di battaglia “Blue Diamond” apre alla grande il concerto di San Michele Appiano sbattendo in faccia la cifra artistica dei Feline Melinda che da sempre caratterizza il loro sound, una freccia nell’arco dei südtiroler che sa colpire nel segno, direzione cuore. “Morning Dew” è il seguito naturale dell’essenza dei nostri: hook, melodia, tanto mestiere ma soprattutto classe da vendere, figlia di sudore, lacrime, hungry years a combattere per l’acciaio cromato e tanta tanta attitudine sempreverde, anche se con qualche capello bianco in più.

Woman Without Compromises” – sul retro del disco è riportata come “Compomises”, e vabbè – passa senza impressionare e poi via sino alla fine fra pezzi Melinda 100% e altri presi in prestito. Fa onore a Rob Irbiz, il chitarrista/cantante fondatore, il fatto di interloquire con il pubblico sia nella lingua in uso a quelle latitudini che in italiano. La trasversalità della musica paga sempre, come in questo caso. Giustissimo essere fedeli alle proprie origini, senza per questo dover scontentare qualcuno.  Ad impreziosire la proposta dei Melinda, in alcune incursioni ad hoc, Doris Albenberger, ospite speciale dotata di una bella voce che dà quel tocco di originalità che è sempre un piacere sentire. Accendini al cielo lungo le note di “Love of my Life” dei Queen, poi perle sparse rispondenti ai nomi di “Angel Eyes” nella sua versione pianistica, “Forever” e “Luna my Love”.   

La cover “It’s my Life” di Bon Jovi, presentata alla maniera di Fabio Lione da parte di Irbiz scalda sempre il cuore degli amanti delle sonorità dolci se posta nel contesto giusto, come in questo caso.  A chiudere due classiconi dei Felini di Appiano: “Skydiver” irrobustita dalla presenza di alcune coriste e “Angel Eyes” nella sua versione elettrica e veloce, autentico brano-manifesto di Chris Platzer und soci. 

Rob Irbiz, Chris Platzer, Gschnell, HeadMatt: giù il cappello dinanzi a questi quattro portatori sani di hard rock melodico aus Italien da trentanni!

 

Stefano "Steven Rich" Ricetti

 

FELINE MELINDA ROB

 

 

 
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