Recensione: Trouble

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Il 1979 può essere considerato un anno cruciale nella carriera degli Whitesnake. E' nel corso di quest'anno, infatti,  che il gruppo licenzia “Trouble”: lavoro che segna la svolta stilistica del combo verso composizioni più nitidamente inquadrabili nell'alveo hard rock, seppur innervato di robuste dosi di blues. Ovviamente siamo ancora lontani dalla piena maturazione dello stile compositivo del gruppo di Coverdale, ma la presenza di ottimi musicisti lascia la piacevole sensazione nell'ascoltatore di trovarsi di fronte un'opera di un gruppo con una personalità artistica chiara e definita. Partiamo subito, quindi, con l'analisi di “Trouble” a partire dalla essenziale copertina ancora essenziale ma comunque (con l'occhio rivolto al presente) già familiare nello stile cromatico. Ma passiamo subito all'analisi del disco.

Trouble

Bisogna subito rilevare un dato di fatto e cioè che sempre, in ogni disco, gli Whitesnake hanno saputo confezionare un modo di fare hard rock davvero di classe, sia sotto il punto di vista compositivo che dal punto di vista prettamente esecutivo. L'album venne registrato e mixato  in soli dieci giorni , a dimostrazione della ricca verve del gruppo in quel periodo.


Si parte con “Take me on you”, brano costruito su ritmiche sostenute e un riffing efficace e diretto. La matrice di base del sound del combo è già ben riconoscibile e il timbro vocale di Mr Coverdale dà il giusto appeal ad un pezzo d'apertura di grande impatto. La successiva “Love to keep you warm” rispolvera in grande stile la miscela ben collaudata di blues e robusto rock, dove si distingue in modo particolare l'assolo che aggiunge un tocco di classe al tutto. “Lie Down (A Modern Love Song) è un piacevole passatempo, un frizzante hard'n'roll (si, proprio così la si potrebbe definire questa canzone) dove il solare riffing si intreccia alla perfezione con un tappeto pianistico incalzante. Dopo questa divertente parentesi la band concentra l'attenzione dell'ascoltatore sulle  atmosfere più meditate della cover “Day Tripper” (dei Beatles): un bell'esempio di cadenzato blues che disvela tutto il suo fascino nel refrain. “Night Hawnk” è la vera sorpresa del disco. Difficile sembrerebbe immaginare gli Whitesnake come un gruppo “improvvisatore”, eppure in questo pezzo la band dà il meglio di se riuscendo a costruire una hard rock song ricca di suggestioni jazz-fusion. Lo spirito fusionista che permea questa track lo si percepisce nell'approccio strumentale che evidenzia fantasia nella costruzione di complessi intrecci armonici. Con la seguente “The time is right for love”, invece, l'ascoltatore può gradevolmente lasciarsi cullare sulle note di una hard rock song nel classicissimo stile Whitesnake, dove classe compositiva e gusto tecnico strumentale la fanno da padrone. Buono l'inserimento dell'assolo centrale, che riassume bene l'essenza della canzone. Giunti alla settima song del platter, ci si imbatte nella title track, “Trouble” appunto. Qui Coverdale e soci rispolverano le intuizioni melodiche della precedente produzione discografica (in particolare degli episodi più riflessivi di “Northwinds”), mostrando in tutta evidenza la vena intimista del grande vocalist britannico. Davvero ben costruito l'assolo che arricchisce di pathos una song nel complesso ben confezionata. “Belgian Tom's hat trick” è una piacevolissima parentesi strumentale dove si può notare la bravura di tutti gli strumentisti coinvolti nel progetto Whitesnake nell'intrattenere l'ascoltatore con stuzzicanti soluzioni armoniche. Invece “Free Flight”, preceduta da una interessante intro per batteria, si distingue per un buon lavoro in sede tecnico strumentale privilegiando intrecci chitarristici di buona fattura ben sostenuti da un drumming “fluido” e trascinante. Interessante il ruolo dei cori che aggiungono “colore” al tutto. In chiusura “Don't mess with me” è una song dove l'intreccio solido tra hard rock e blues trova efficace cemento in un riffing diretto, pregevolmente sostenuto da una sezione ritmica incalzante.

La conclusione di questa recensione è facilmente deducibile. Questo lavoro, pur non essendo il più noto della produzione del “Serpente Bianco”, a parere del sottoscritto può essere considerato un ponte ideale verso la maturazione definitiva dello stile del combo. Insomma Trouble può essere considerato a ragione il primo vero album degli Whitesnake come in seguito li conosceremo….

Tracklist:

Take Me With You
Love to Keep You Warm
Lie Down
Day Tripper
Nighthawk [Vampire Blues]
The Time is Right for Love
Trouble
Belgian Tom's Hat Trick
Free Flight
Don't Mess With Me

line up:

David Coverdale (vocals)
Micky Moody (guitar/vocals)
Bernie Marsden (guitar/vocals)
Neil Murray (bass)
David Dowle (drums)
Jon Lord (keyboards)

 


 

 
79