Recensione: Tunes of Wacken

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Finalmente anche i Grave Digger giungono alla prova del live che viene superata a pieni voti.

Li vidi on stage per la prima volta al primo Gods of Metal al palavobis di Milano e ne fui estremamente coinvolto,indimenticabile il coro di Scotland United cantata a squarciagola da 10.000 persone con le braccia alzate ad incitare la band. Da allora i Grave Digger non li mollai più. Ritrovo in loro quello che maggiormente chiedo a questa musica: ovvero semplicità, melodia e potenza con un singer graffiante e coinvolgente. Dopo l?abbandono di Uwe Lullis ed il transitorio The Grave Digger, il gruppo immortala su dischetto ottico l?esibizione all?ormai mitico Wacken.

La registrazione è abbastanza grezza ed il pubblico si sente molto, specialmente nei cori.La scaletta privilegia il loro album di maggior successo Tunes of War, che dette parecchie soddisfazioni alla band. Una cornamusa introduce Scotland United che parte subito veloce e picchiando duro i Digger mettono subito in chiaro che, nonostante gli ultimi travagli interni, ci sono ancora e sono decisi a mantenere le loro posizioni attuali. Quando poi Chris intona il ritornello United united we stand?i ricordi vanno ancora al primo gods ,quaranta minuti infuocati e indimenticabili.
Dopo i saluti di Chris parte The Dark of The Sun con la chitarra del buon Manni che macina riff a tutta manetta, non facendo rimpiangere il vecchio chitarrista. Aizzato dall? indiavolato singer il pubblico si sostituisce ai cori creando un alto tasso di coinvolgimento. Poi la band mette il turbo e parte The Reaper in una versione devastante, terremotante è il drumming di Stefan Arnold. Segue la cadenzata The Roundtable dove Manni si produce in un ottimo assolo mentre Bolthendahl aizza sempre di più la folla. Non amo particolarmente questo pezzo, ma non si può negare la sua efficacia dal vivo. La ritmica serrata di Excalibur ci fa rimanere sempre alla corte di Re Artù, mentre da Heart of Darkness viene ripescato Circle of Witches col suo particolare ritmo.
Si torna in Scozia con la bellissima The ballad of Mary, cantata con voce pulita dal Chris (in splendida forma),bellissima ballad. E? incredibile come Boltendahl riesca a passare da toni grezzi a toni molto puliti dove mette in mostra una voce molto bella. Dopo un po? di relax si torna a picchiare duro con Lionheart Segue Morgan le Fay che tra sprazzi melodici e sfuriate elettriche si conferma come uno dei pezzi più affascinanti del gruppo.A ruota parte Knights of the Cross con una ritmica da cardiopalma.
Ormai siamo quasi giunti in coda e non poteva mancare Rebellion che ormai è diventato l? inno del gruppo ed il suo irresistibile ritornello è cantato dal pubblico del Wacken con l?immancabile staccato centrale e la cornamusa in primo piano; pezzo coinvolgente. Naturalmente la chiusura è affidata alla mitica Heavy Metal Breakdown dove il singer coinvolge il pubblico in numerosi botta e risposta.

Un?ora abbondante di puro metallo suonato da un gruppo in splendida forma.Sinceramente non ripiango il vecchio chitarrista ma trovo che i Grave Digger abbiano ancora le carte in regola per poter dire la loro in un panorama sempre più affollato ma povero di conferme. Attendiamo il prossimo full-lenght.

Formazione:

Chris Boltendahl - Vocals
Manni Schimdt - Guitar
Jens Becker - Bass
Stefan Arnold - Drums
H.P Katezenburg - Keyboards

Track List:

01) Intro
02) Scotland United
03) The Dark of The Sun
04) The Roundtable
05) Excalibur
06) Circle of Witches
07) The Ballad of Mary (Queen of Scots)
08) Lionheart
09) Morgan le Fay
10) Knights of the Cross
11) Rebellion (The Clans Are Marching)
12) Heavy Metal Breakdown

Live Recorded 2001 in Wacken.

Franco The Reaper Spruss

 
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