Recensione: Under The Flag

Di Stefano Vianello - 17 Dicembre 2009 - 0:00
Under The Flag
Band: Holy Cross
Etichetta:
Genere:
Anno: 2009
Nazione:
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65

Gli Holy Cross sono una metal band francese, nata a Saint Etienne dalla mente dei due attuali chitarristi, Loïc Chalindar e Adrien Liborio, che dal 2006 propone un power metal ispirato alla mitologia scandinava e fortemente influenzato dall’heavy metal anni ’80. Il gruppo ha all’attivo un paio di demo e un live DVD registrato in occasione di un importante evento svoltosi in Francia nel 2007, “Le Firmament”, al quale ha partecipato grazie alla vittoria del contest “Air de jeunes”, una competizione che premia i giovani musicisti. Alla fine del 2007 si unisce alla line-up il vocalist Mickaël Champon che dà alla band ciò che mancava, cioè un vero e proprio frontman. L’anno successivo vede i nostri impegnati in numerosi concerti e nella realizzazione dell’album di debutto Under The Flag.
Il genere proposto dal combo transalpino è un power metal epico con chiari riferimenti all’heavy ottantiano e le influenze di mostri sacri come Iron Maiden, Judas Priest o Iced Earth sono ben udibili nelle varie tracce che compongono il disco. Il songwriting prende spunto dall’inflazionatissimo mondo della mitologia Norrena, infatti non si sprecano le canzoni in cui si parla di Asgard e varie divinità annesse, fonte alla quale i gruppi metal odierni sempre più spesso si abbeverano e sovente non con il successo sperato. Gli Holy Cross in questo caso ci riescono solo in parte: le canzoni risultano ben suonate, ma manca quel mordente che spinge a riascoltare da capo l’intero disco.
La produzione sicuramente aumenta la caratura di questo lavoro che, neanche a dirlo, (ormai è diventato un punto di riferimento per numerosissime band) è affidata a Mika Jussila: suoni puliti e ben equilibrati, strumenti ben distinguibili e voce chiara e limpida sono il marchio di fabbrica dei Finnvox Studio.

Under The Flag si apre con King in Hell, brano veloce e diretto che mette subito in evidenza la grinta che si vuole trasmettere in questo debut: riffing serrato e voce aggressiva supportata da epici cori fanno di questa traccia sicuramente una delle composizioni meglio riuscite di tutto il platter. A seguire viene proposta Iron Horse il cui cantato sgraziato del ritornello ricorda vagamente lo stile adottato da Serj Tankian nei System Of A Down, mentre l’assolo centrale pecca tremendamente di fantasia arrivando a sembrare un copia/incolla di tanti pezzettini di soli dei Maiden. Decisamente più riuscita è Gates Of Time, epica e accattivante con le chitarre a far da padrone in una melodia che fa fin da subito breccia nel cuore dell’ascoltatore.
Dopo la parentesi dedicata alla città di Asgard con The Fortress Of Asgrard e Return To Asgard, tocca a Twilight Of The Gods, che deve molto agli Hammerfall: nonostante la traccia musicale sia decisamente inedita, gli stop e le ripartenze tra strofe, bridge e soli, il coro epico “…of fire” del ritornello e intermezzi cantati sottovoce, danno l’impressione di ascoltare Hearts On Fire. A concludere questo album di alti e bassi ci pensa Holy Cross, traccia speed metal sulla falsa riga delle storiche cavalcate dei Judas Priest

In buona sostanza si tratta di un lavoro ancora piuttosto acerbo che prende spunto qua e là dalle varie discografie già date alle stampe da tempo da artisti ben più noti, ma in ogni caso suonato con impegno e discreta tecnica. Speriamo che con il prossimo studio album questi ragazzi francesi riescano a personalizzare ulteriormente le proprie composizioni dando quel tocco di originalità che, per ora, manca ancora.

Stefano “Elrond” Vianello

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Tracklist:
1. King In Hell * MySpace *
2. Iron Horse
3. Lightning From The North * MySpace *
4. Gates Of Time
5. The Fortress Of Asgard
6. Return To Asgard
7. Twilight Of The Gods
8. Hel The Damned
9. The Last Survivors
10. Holy Cross

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