Recensione: Universal Monsters

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I The 69 Eyes sono un'autentica istituzione, degli assoluti capofila nel campo del gothic metal ruffiano e raffinato, con quel raro gusto per la melodia targato Finlandia. Promotori di un sound che ha fatto la fortuna anche di diverse band conterranee – dagli Him ai To Die For, passando per i più contaminati Sentenced – ed ha prodotto una interminabile sequela di cloni, i nostri tornano con “Universal Monsters”, loro undicesima fatica.

Ampiamente premiato in Finlandia con il secondo posto in classifica, e probabilmente anche nel resto del nord Europa, “Universal Monsters” non si scosta dalla tipica proposta dei nostri. Un tempo una raffinata miscela di Hard e Dark rock, il suono dei The 69 Eyes è divenuto un autentico marchio di fabbrica. 

Tutto in questo album è al suo posto: una traccia d'apertura bella groovosa come Dolce vita, un paio di singoli azzeccati, come “Jet Fire Plane” e la già citata “Dolce vita”. Ancora, troverete “Blackbird Pie” e “Blue” a rallentare i toni, per il resto del disco dominano riff semplici e basilari a far da contraltare alla voce cavernosa di Jyrky 69. Di fatto il principale problema nell'analizzare quest'album è proprio il fatto che l'analisi non ha particolare ragion d'essere. Se conoscete i 69 Eyes, sapete perfettamente cosa aspettarvi. E non conoscere questa band è impresa quantomeno improbabile.

Senza dubbio tutto è al punto giusto. I finlandesi hanno intrapreso la tipica formula 'alla Bon Jovi'. Ovvero, formula che vince non si cambia. E perché mai dovrebbero? Dopotutto in questo “Universal Monsters” i nostri sembrano davvero in forma, sebbene non vi sia spazio per la benché minima sorpresa. Le melodie funzionano a meraviglia si lasciano ascoltare con piacere, avvolgono con facilità, regalano tre quarti d'ora di musica suonata con gran mestiere e parecchio gusto.

Se con “X” i nostri sembravano un po' sotto tono, in questa sede, a quattro anni di distanza, si riprendono e sfornano l'ennesimo bel disco che farà la gioia degli affezionati. A tutti gli amanti del gothic rock più legato agli 80's, comunque, regalerà un bel mazzo di canzoni tenebrose e cariche di groove. Da questa band, oggi, non possiamo aspettarci di meglio.

 
70