Recensione: Unleash the Fire

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Il 25 gennaio del 2012 se ne andava per sempre, a soli cinquantasei anni, uno degli eroi del Metallo tutto, Mark Reale da Brooklin, chitarrista fondatore degli immarcescibili Riot, capostipiti dell’HM Usa più tradizionale e tradizionalista. Una band, quella dei Riot, che ha segnato indissolubilmente l’epopea dell’Acciaio fatto musica, in virtù di pilastri del genere quali Fire Down Under e Thundersteel, solo per citarne due. Combo coriaceo, quello nato nel 1975 a New York, roba da veri appassionati, non di certo per i metallari del sabato sera, come si diceva una volta.

Unleash the Fire, dedicato interamente a Reale, segna il disco del ritorno dei Riot, orfani del loro nume tutelare. Il fido chitarrista Mike Flyntz, da un quarto di secolo nelle file della “Rivolta”, insieme con Don Van Stavern (basso) raccoglie l’invito del padre di Mark, Tony, che li sprona ad andare avanti, nel nome del sogno costruito dal proprio, unico figlio. La formazione si completa con Nick Lee alla seconda ascia, Frank Girlchriest, bombardiere dei Virgin Steele, alla batteria – già con i Riot su Army of One, del 2006 e di un’iradiddio come Todd Michael Hall alla voce. Proprio quest’ultimo, coadiuvato da una sicurezza come “The Kraken” dietro ai tamburi, assicura quella marcia in più al combo statunitense che si esplicita nella cifra fottutamente metallica di un album come Unleash the Fire.

La prova di Todd Michael Hall si staglia su tutto il resto e marchia a fuoco ogni singola traccia contenuta nell’album. Promosso a pieni voti, l’ex Jack Starr’s Burning Starr, autore di una prestazione maiuscola oltreché coraggiosa. Va considerato, infatti, che i Riot, nella loro lunga storia, hanno visto avvicendarsi, in qualità di singer, fior di solisti dai nomi altisonanti: Guy Speranza, Rhett Forrester, Tony Moore e Mike DiMeo. Sorprendente scoprire come Hall, classe 1969, sappia di volta in volta calarsi agevolmente nella parte di ognuno, restituendo ai dodici pezzi componenti Unleash the Fire, antichi sapori risalenti ai tempi andati. Già, perché il nuovo full length dei Riot ripercorre idealmente tutta la carriera della band in maniera così pulita e fresca che spesso ci si chiede come Flyntz & Co. Abbiano fatto a scrivere un discone di tale possanza.

L’opener si chiama Ride Hard Live Free ed è Siderurgia Pura sin dall’inizio: i guerrieri della Big City sono tornati per restare! Raddoppia la dose di Acciaio in mezzo alle gengive con la successiva Metal Warrior: fottutamente Riot fino al midollo! Fall from the Sky possiede l’incedere maestosamente metallico di Leather Rebel dei Judas Priest, Flyntz e soci ci aggiungono l’hook giusto e il brano decolla al primo tentativo. Chitarrone favolosamente affilate aprono la strada all’ugola di Todd Michael Hall ed è deflagrazione per l’ennesima volta, che continua sulle mazzate elargite da Mr. Gilchriest nella title track, ben accompagnato dalla coppia di asce Flyntz/Lee. Se qualcuno avesse dubbi sul background dei Riot basta cha dia una passata a Land of the Rising Sun, ottantiana dalla testa ai piedi!             

In Kill to Survive il combo Usa rispolvera il gusto per i cori in crescendo dal forte contenuto melodico, a seguire un ulteriore brano dal trademark inconfondibile quale Return of the Outlaw. Immortal è la prima canzone dedicata esplicitamente a Mark Reale, così come Until we meet Again e, in entrambi i casi, è ballad di razza, di quelle sofferte, figlia di chilometri macinati, porte sbattute in faccia ma anche di soddisfazioni impagabili che solo le band “vere” sanno apprezzare. Altro tuffo nel passato remoto a stelle e strisce fra le note di Take me Back, dal refrain incredibile e mazzata definitiva assestata dalla muscolosissima Fight Fight Fight.       

L’HM ortodosso del futuro dovrebbe adottare le linee guida tracciate da questo ultimo nato in casa Riot per poter continuare la propria, si spera infinita, corsa.  

Riot: anche nella nuova motorizzazione con bicilindrico a “V”, un gruppo destinato a rimanere nella leggenda. 

Unleash the Fire mette Todd Michael Hall sulla cartina geografica dell'HM mondiale.

RRRRRRRRRRRRRRRRRRRRIOT forever!  \o/

 

Stefano “Steven Rich” Ricetti

 

 

 

 
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