Recensione: Unpure Burial

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La cosa più simpatica che ho provato quando ho inserito nel lettore questo disco è stato un ironico sorriso. Come si evince dal sito del distributore italiano e dal sito ufficiale della band (nonché anche in moltri altri siti online) il gruppo americano con questo album sarebbe dedito ad un rovente ed infuocato Heavy Metal d’intenzione Megadeth ed addirittura Judas Priest. Il “sarebbe” è un condizionale d’obbligo. La band americana è invece dedita a tutt’altro tipo di sonorità, scordiamoci, per piacere, l’Heavy Metal che tutti amano nominare a destra e sinistra, scordiamoci anche l’old thrash alla Megadeth, qui possiamo trovare una serie incredibile di rigurgiti senza molto senso, costruzioni strumentali scontate anche se apparentemente potentissime, voci effettate e chi più ne ha più ne metta per allontanare questo disco dai classici binari musicali sui quali viene, chissà su quali astrali congetture, collocato.
Pochi i brani meritevoli di attenzione, qualche riff vincente spunta qui e lì, qualche passaggio potente e coinvolgente possiamo osservarlo nelle sessioni strumentali di “Black Heartred Soul” o di “Damn” ma davvero, è impresa assai ardua riuscire a descrivere un disco che ha ben poco da proporre all’Heavy Metal fans ed al Thrash fans se non una serie di improponibili componimenti troppo estremizzati che brancolano a cavallo del nu e del metalcore.
Un sound che non rietra per nulla nei canoni delle proposte musicali a cui la Frontiers ci ha abituato e che per questo motivo potrebbe lasciare ancor più maggiormente spiazzato l’utente finale che acquista il disco anche basandosi sulla proposta musicale standard che la label propone.
Tuttavia se siete amanti delle sonorità moderne, di thrash metal tinto di spruzzi di metalcore, aggiungete pure una 20ina di punti al giudizio finale del disco. Tutti li amanti dell'Heavy Metal, invece, potrebbero rimanere gravemente delusi causa una pubblicità non proprio attinente alla proposta musicale mostrata dal combo statunitense, quindi, il mio consiglio, è di starne ovviamente alla larga.
Vincenzo Ferrara.

 
30