Recensione: "V"

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C’è poco da fare, nonostante il Nostro abbia marcato il proprio distacco dal mondo dell’heavy metal e dell’hard rock più volte in carriera: il suono polveroso e catacombale che riesce ad imprimere alla chitarra è e rimane un unicum a livello mondiale!

Il personaggio in questione è Mr. Cat, ossia Paolo Catena, colui che in un’altra vita e con un altro moniker poi defunto contribuì a creare il groove e l’aura di mistero che ancora oggi avvolge una fra le band di culto dell’Acciaio Italiano ma non solo: Death SS!

Il 2018 segna nuovamente il ritorno di P. C. Translate su vinile, quantomeno in ambito hard’n’heavy – il suo progetto Quadrimusicali, giunto al ventesimo capitolo, risulta totalmente al di fuori della linea editoriale di questo sito e quindi non recensibile, essendo fondamentalmente un lavoro di musica ambient – con l’ellepì intitolato “V” e disponibile sul mercato per il tramite della ZA Musica di Angelo Zermian. Disponibile in sole cinquecento copie numerate a mano, il lavoro porta in dote il quadro "Psychedelic Country", di Paolo Catena, a mo’ di copertina.

Trattasi di un disco contenente cinque pezzi totalmente inediti che, come spesso fatto in passato dal polistrumentista pesarese, si divide nettamente in due. La prima facciata è ad appannaggio di sole due tracce che vedono alle parti vocali Lola Sprint, compagna artistica dello stesso Catena. La seconda facciata invece prevede Mr. Cat dietro al microfono. Ad accomunare entrambe le “side” il fatto che tutti gli strumenti siano stati suonati dal mastermind di Pesaro.

Ad aprire le danze del lato A vi è la magnetica “Jevesalè”, interpretata alla voce da Lola Sprint in un francese fonetico dalla licenza poetica, con la chitarra acustica di Mr. Cat ad accompagnarne le strofe. Un pezzo che richiama l’ambientazione sonora di certi The Doors. “Bijoux”, viceversa, è solo strumentale. La side B spalanca le porte dell’inferno sulle note dell’ascia cimiteriale di Paolo Catena impegnato in “Steady”, implacabile nella costruzione dei riff come ai (bei) vecchi tempi. Il tutto condito dal fonetico, trademark della premiata ditta. “Double Blue” è un bluesaccio strumentale, in senso ultra-buono, che lascia il segno nella sua semplicità e si chiude baracca e burattini con “Disarticulate”, ulteriore strumentale.   

Un lavoro senza dubbio affascinante che però sarebbe stato molto più ficcante, a queste latitudini, con una chitarra più presente e qualche brano in più. Un ulteriore bentornato, comunque, su questi schermi a Mr. Cat, artista che sa ancora far vibrare più di un cuor di metallaro…

 

Stefano “Steven Rich” Ricetti 

 

 

 

 

 
70