Recensione: Vermis

Di Matteo Concu - 16 Settembre 2013 - 23:26
Vermis
Band: Ulcerate
Etichetta:
Genere: Death 
Anno: 2013
Nazione:
Scopri tutti i dettagli dell'album
85

 

Sembrano passati millenni dal 2007, anno del debutto “Of Fracture And Failure”, dove il brutal death si mischiava alle pazzie mathcore dei Dillinger Escape Plan. Miliardi di cambi di tempo, urla lancinanti e un umore nero caustico facevano da farcitura a tutta la release.

Dopo quel disco i kiwi furono infettati da varie malattie: l’Immolation(lite), la Deathspellomega(lite) e la Neurosis(onite). Per i primi due virus non ci fu rimedio e il loro suono divenne nero/grigio e pieno di blasfeme dissonanze inumane; riguardo al terzo virus un farmaco di nuova generazione riuscì a rallentare la malattia.

Ora che siamo verso la fine 2013, constatiamo che quest’ultima pestilenza è entrata a pieno regime dentro il sistema linfatico dei Nostri, accoppiandosi pienamente con gli altri due morbi, creando nuove purulente infezioni dentro il suono dei neozelandesi.

Possiamo quindi notare come la componente death metal e le parentesi post/hardcore dei Neurosis siano diventate un tutt’uno: non si fa più distinzione su cosa sia quello o l’altro, diciamo che la vera differenza con il disco precedente “The Destroyers Of All” è questa. Dopo la distruzione di tutto, l’unica cosa da fare è camminare tra le macerie e “Vermis” ben esemplifica questo concetto: dilatato all’inverosimile, la produzione si è fatta meno pulita sia per quanto riguarda le chitarre e la batteria, quest’ultima più ragionata e meno impetuosa; non è che Jamie Saint Merat si sia dato ai quattro quarti in stile AC/DC, è pur sempre un polipo incacchiato a quindici braccia, ma stavolta il suo stile si è fatto più atmosferico e percussivo, accordandosi pienamente alla nuova metamorfosi sonora.

All’ascolto si può solo immaginare uno scenario dove l’oscurità è perenne, la terra è color grigio, dato dalla lava e dai lapilli ormai raffreddati che si sgretolano al contatto, lasciando alla fine solo polveri e ceneri, perfettamente inserito nel concept nichilista e distruttore che da sempre accompagna la band.

Volendo citare di nuovo i Neurosis, possiamo comparare questo disco a una versione in salsa death di “The Eye Of The Every Storm”, dove l’assenza di vita e di speranza in un panorama post-nucleare la facevano da padrone. E, probabilmente, un frammento di quel disco è presente dentro “Vermis”. Una descrizione di tutte le tracce sarebbe inutile, poiché il disco è stato costruito come un blocco (di granito spesso, che vi sgretola mani e piedi) unico diviso in nove parti. Mi sento di segnalare solo un unico brano, come rappresentate dello spirito di tutto il lavoro. Trattasi di “Weight Of Emptyness” che è la perfetta colonna sonora: desolante e lenta come il miglior doom/death insegna, si stagna nel mezzo della tracklist, come cuore pulsante dell’opera, dove il colore del sangue è grigio/nero, in stato di putrefazione.

Quindi, se siete amanti di queste sonorità, non potete fare altro che immergervi dentro questo calderone senza speranza. Il resto degli ascoltatori è meglio che se ne stiano alla larga, giacché “Vermis” è un disco che merita svariati ascolti e molta attenzione, per riuscire a carpirne tutti i dettagli e le sfumature.

Dopo le grandissime prove di Abyssal, Portal e Gorguts, possiamo aggiungere alla lista anche gli Ulcerate. Ora ci auguriamo che con il prossimo disco si facciano infettare da qualche altro morbo, in modo che la loro proposta non ristagni e continui a evolversi.

Matteo Concu
 

Discutine sul Forum nel topic relativo!

Myspace

Ultimi album di Ulcerate

Band: Ulcerate
Genere: Death 
Anno: 2013
85
Band: Ulcerate
Genere:
Anno: 2009
85