Recensione: Vertigo

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La carriera artistica di Marco Campanella, giovane chitarrista proveniente dai dintorni di Milano, prende il via all'età di dieci anni, quando, per ricalcare le orme del suo mito Jason Becker, imbraccia per la prima volta una chitarra e inizia a interessarsi al panorama musicale internazionale. Dopo numerosi anni di studio dello strumento (con relative certificazioni conseguite), vede ora la luce il tanto agognato EP di debutto dell'axeman lombardo, intitolato Vertigo, dato alle stampe nei primi mesi del 2011.

Accompagnato in quest'avventura dal batterista Franco Fioriti (Inner Chaos) e dal tastierista Enzo Caruso (Arachnes), Marco Campanella in questo Vertigo ci regala sei tracce completamente strumentali a cavallo tra progressive e heavy metal, con in aggiunta qualche incursione verso territori più smaccatamente neoclassici, shred e addirittura hard rock. Come è lecito aspettarsi da un'uscita di questo genere, è tanta quindi la tecnica strumentale che viene offerta all'interno di questo platter, per uno stile, quello del chitarrista milanese, che tuttavia non disdegna l'utilizzo di numerosi inserti melodici, nel complesso piuttosto immediati e capaci di rendere questo sound facilmente digeribile anche all'orecchio di chi non è propriamente abituato a questo tipo di proposta musicale. Ottimo inoltre il songwriting, estremamente curato a livello di arrangiamenti, molto organico e nel complesso davvero efficace, per delle composizioni che si rivelano assolutamente articolate, decisamente scorrevoli e piuttosto sfaccettate quanto a sonorità. Inutile cercare dei punti deboli all'interno di questo lavoro: la qualità di tutte le tracce qui proposte si attesta infatti su livelli più che buoni, senza alcun filler e senza veri e propri passaggi a vuoto di sorta. Tra gli episodi migliori possiamo certamente annoverare l'accoppiata composta da La Force de Lame e Feliz Desillusao, le uniche due canzoni del disco non composte da Marco Campanella in prima persona (bensì dal ben noto chitarrista brasiliano Kiko Loureiro, già in forza agli Angra), nonché quelle più coinvolgenti, intense e struggenti di tutto il lotto. Molto interessante anche la title-track Vertigo, pezzo dal sapore prettamente hard n'heavy che può contare su alcune melodie particolarmente efficaci, mentre invece con l'iniziale Air ci si sposta su binari più marcatamente neoclassici, per un brano complessivamente ben congegnato e piacevole da ascoltare. Come tralasciare infine la conclusiva X-Rays Eyes, canzone decisamente travolgente caratterizzata da atmosfere estremamente allegre e spensierate.

In definitiva, ci troviamo dinnanzi a un disco estremamente valido, magari non rivoluzionario nel suo genere ma in ogni modo fresco e assolutamente godibile. La mancanza dell'elemento vocale in questo caso non si fa per nulla sentire: tutte le composizioni proposte in questo lavoro sono infatti fondate su un'efficace combinazione di tecnica strumentale (mai eccessivamente fine a sé stessa) e melodie accattivanti, così da rendere il tutto abbastanza scorrevole e decisamente piacevole da ascoltare. Insomma, un biglietto da visita niente male per il giovane Marco Campanella. E chissà che le cose non possano ulteriormente migliorare con la pubblicazione (imminente ormai) del full length d'esordio...

Lorenzo “KaiHansen85” Bacega

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Tracklist:
01. Air
02. Labyrinth
03. La Force De Lame
04. Vertigo
05. Feliz Desilusao
06. X-Ray Eyes

Line Up:
Marco Campanella - Guitars, Bass
Enzo Caruso - Keyboards, Synth
Franco Fioriti - Drums

 
75